
Elezioni: Puglia, avanza ipotesi primarie
Ma Boccia dice no: "Il nodo resta l'alleanza con l'Udc, non la sfida con Vendola"
Il ricorso alle primarie per decidere il prossimo candidato di centrosinistra a Presidente della Regione Puglia sembra farsi strada (la data per la votazione potrebbe essere il 30 gennaio). Questo è infatti l'orientamento emerso dalla riunione del Pd sulla Puglia tenuta oggi nella sede nazionale del partito, dopo ampie consultazioni tra i leader nell'aula della Camera.
Anche Massimo D'Alema, secondo quanto riferisce l'Ansa, avrebbe definito "difficilmente evitabile" il ricorso ai
gazebo. Per votare la deroga alle primarie infatti occorrono i tre quinti dei componenti dell'Assemblea regionale del partito, quorum che non sarebbe raggiungibile.
In casa Pd - secondo quanto scrive l'Unità - sono convinti che il quarantenne economista, fedelissimo di Enrico Letta, stavolta possa farcela, mentre sul fronte Vendola si attende con fiducia l’ufficialità della notizia, che sarebbe "un risultato straordinario", secondo il braccio destro del governatore Nicola Fratoianni.
Decisivo per lo sblocco della situazione, sempre secondo l'Unità, il via libera del leader Udc Pierferdinando Casini, che ha assicurato che il suo partito starà alla finestra, confidando in una vittoria di Boccia su cui poi confluire in campagna elettorale. Dovesse invece vincere Vendola, l'Udc si sgancerebbe dal centrosinistra e correrebbe con il Pdl oppure da sola.
Ma a stretto giro lo stesso Boccia ha fatto sapere che lui non ci sta. "Lo ripeto sino alla nausea - ha spigato in una nota diffusa nel pomeriggio - il dilemma non è Boccia-Vendola, ma Udc sì-Udc no. Chi pensa che le primarie con Vendola e l'adesione dell'Udc siano compatibili, fino ad oggi fa solo esercizi di bella retorica, ma non di numeri. In questo momento Udc, Idv, Pdci, Socialisti con comunicazioni scritte e i Verdi attraverso le dichiarazioni del leader Angelo Bonelli, hanno confermato di non partecipare alle primarie. Pertanto, stante questo quadro il rischio è di trasformare la coalizione ampia costruita in questi giorni da me e Blasi in una coalizione ancora più ridotta di quella del 2005".
Il candidato del Pd ha poi aggiunto: "Se l'assemblea del partito deciderà che quella coalizione è preferibile all'ingresso dell'Udc, io ne prenderò atto con molta serenità: non cerco posti, né tantomeno sono disponibile a compromessi al ribasso sulla dignità personale costruendo una coalizione diversa dall'Alleanza per il Sud".
Anche Massimo D'Alema, secondo quanto riferisce l'Ansa, avrebbe definito "difficilmente evitabile" il ricorso ai
gazebo. Per votare la deroga alle primarie infatti occorrono i tre quinti dei componenti dell'Assemblea regionale del partito, quorum che non sarebbe raggiungibile.
In casa Pd - secondo quanto scrive l'Unità - sono convinti che il quarantenne economista, fedelissimo di Enrico Letta, stavolta possa farcela, mentre sul fronte Vendola si attende con fiducia l’ufficialità della notizia, che sarebbe "un risultato straordinario", secondo il braccio destro del governatore Nicola Fratoianni.
Decisivo per lo sblocco della situazione, sempre secondo l'Unità, il via libera del leader Udc Pierferdinando Casini, che ha assicurato che il suo partito starà alla finestra, confidando in una vittoria di Boccia su cui poi confluire in campagna elettorale. Dovesse invece vincere Vendola, l'Udc si sgancerebbe dal centrosinistra e correrebbe con il Pdl oppure da sola.
Il candidato del Pd ha poi aggiunto: "Se l'assemblea del partito deciderà che quella coalizione è preferibile all'ingresso dell'Udc, io ne prenderò atto con molta serenità: non cerco posti, né tantomeno sono disponibile a compromessi al ribasso sulla dignità personale costruendo una coalizione diversa dall'Alleanza per il Sud".
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13/01/2010 19:07













