
Migranti
Rosarno: identikit del "bracciante nomade"
I rivoltosi della Piana sono oltre 2500, vivono in capannoni o capanne e si spostano col cambiare delle colture stagionali. Molti rifugiati e con permesso di soggiorno, lavorano fino a 14 ore al giorno. Msf: "Condizioni inumane, a rischio la loro salute"
di C.R.
Sono oltre 2.500, lavorano come braccianti agricoli, vivono in vecchi capannoni industriali abbandonati e oltre la metà possiede un permesso di soggiorno. Il 10% circa proviene dal Maghreb, mentre il resto arriva dall'Africa subsahariana. A molti di loro è stato riconosciuto lo status di rifugiato politico. E’ questo l’identikit dei braccianti extracomunitari che attulamente si trovano nella zona della Piana di Gioia Tauro e che hannno dato vita alla rivolta di Rosarno.
Gli immigrati hanno cominciato ad arrivare nel 2005, ma col passare del tempo il numero è cresciuto sempre di più. Gli stranieri arrivano in zona nella stagione invernale a fine novembre e si occupano della raccolta degli agrumi. Nella Piana si suddividono in tre nuclei. Il primo si trova nell'ex Opera Sila a Gioia Tauro dove, in capannoni di una vecchia fabbrica, vivono oltre 1.000 persone. Un secondo gruppo, invece, risiede proprio a Rosarno, localita' 'La Rognetta', dove si trovano oltre 400 “occupanti”, accampati in capanne di cartone. Ed infine a Rizziconi, in localita' 'La Collina' dove gli immigrati sono oltre 700. Molti altri braccianti occupano invece casolari abbandonati sempre nella Piana di Gioia Tauro.
Ogni singolo bracciante straniero lavora mediamente dalle 10 alle 14 ore giornaliere ed il denaro guadagnato viene utilizzato per il sostentamento delle famiglie che vivono ancora in Africa. Per gli immigrati, però, l'attivita' di raccolta degli agrumi svolta in Calabria si conclude a marzo quando, come veri e propri “braccianti nomadi”, si spostano in Sicilia per la raccolta delle patate. Poi a luglio e' la volta della Puglia, dove si dedicano alla raccolta dei pomodori. In queste zone il lavoro e' assicurato per tutto il periodo estivo e poi il viaggio riprende alla volta del Trentino Alto Adige per la raccolta delle mele. Poi a novembre rientrano in Calabria per riprendere la raccolta degli agrumi.
Rosarno conta poco più di 15.000 abitanti e la sua economia si basa principalmente sull'agricoltura. Il comune e' stato sciolto per infiltrazioni mafiose e attualmente e' retto da un commissario prefettizio. Le colture agricole principali sono quelle agrumicole, dalle arance ai mandarini alle clementine attualmente interessate da una forte crisi determinata dalla concorrenza di mercati extraeuropei. Per la posizione che Rosarno occupa nella zona, nell'area insiste il Porto di Gioia Tauro, diverse sono le persone che lavorano nella struttura portuale e nell'indotto. Attualmente risultano occupati complessivamente 1.724 persone, pari al 11,45% del numero complessivo degli abitanti del comune.
Le condizioni in cui gli immigrati vivono a Rosarno erano state denunciate già da tempo da Medici senza frontiere Italia. Secondo quanto riferisce Loris De Filippi, coordinatore dei progetti di Msf all’Ansa, si tratta di 'condizioni degradanti; condizioni che hanno un serio impatto sulla loro salute”. L'organizzazione lavora da tempo sul posto gestendo le attività di assistenza sanitaria attraverso una clinica mobile. De Filippi sottolinea di aver “ripetutamente contattato le autorità nelle regioni dove abbiamo lavorato in questi anni, inclusa la Regione Calabria, per sottolineare la grave situazione umanitaria e i bisogni dei lavoratori migranti che vivono in Italia e la necessità di prendere provvedimenti urgenti per migliorare la loro situazione'
In Calabria Msf e' stata presente in occasione della raccolta degli agrumi negli ultimi anni e il progetto in corso nella Piana e' stato avviato il 15 dicembre scorso. Per l’organizzazione, 'i disagi provocati dalle drammatiche condizioni di vita e di lavoro, sono stati resi ancora peggiori dal freddo di questa stagione”. Fra le malattie frequenti fra questi migranti riconducibili alle condizioni di vita, Msf segnala infezioni respiratorie, problemi osteo-muscolari e gastroenterici.
Gli immigrati hanno cominciato ad arrivare nel 2005, ma col passare del tempo il numero è cresciuto sempre di più. Gli stranieri arrivano in zona nella stagione invernale a fine novembre e si occupano della raccolta degli agrumi. Nella Piana si suddividono in tre nuclei. Il primo si trova nell'ex Opera Sila a Gioia Tauro dove, in capannoni di una vecchia fabbrica, vivono oltre 1.000 persone. Un secondo gruppo, invece, risiede proprio a Rosarno, localita' 'La Rognetta', dove si trovano oltre 400 “occupanti”, accampati in capanne di cartone. Ed infine a Rizziconi, in localita' 'La Collina' dove gli immigrati sono oltre 700. Molti altri braccianti occupano invece casolari abbandonati sempre nella Piana di Gioia Tauro.
Ogni singolo bracciante straniero lavora mediamente dalle 10 alle 14 ore giornaliere ed il denaro guadagnato viene utilizzato per il sostentamento delle famiglie che vivono ancora in Africa. Per gli immigrati, però, l'attivita' di raccolta degli agrumi svolta in Calabria si conclude a marzo quando, come veri e propri “braccianti nomadi”, si spostano in Sicilia per la raccolta delle patate. Poi a luglio e' la volta della Puglia, dove si dedicano alla raccolta dei pomodori. In queste zone il lavoro e' assicurato per tutto il periodo estivo e poi il viaggio riprende alla volta del Trentino Alto Adige per la raccolta delle mele. Poi a novembre rientrano in Calabria per riprendere la raccolta degli agrumi.
Le condizioni in cui gli immigrati vivono a Rosarno erano state denunciate già da tempo da Medici senza frontiere Italia. Secondo quanto riferisce Loris De Filippi, coordinatore dei progetti di Msf all’Ansa, si tratta di 'condizioni degradanti; condizioni che hanno un serio impatto sulla loro salute”. L'organizzazione lavora da tempo sul posto gestendo le attività di assistenza sanitaria attraverso una clinica mobile. De Filippi sottolinea di aver “ripetutamente contattato le autorità nelle regioni dove abbiamo lavorato in questi anni, inclusa la Regione Calabria, per sottolineare la grave situazione umanitaria e i bisogni dei lavoratori migranti che vivono in Italia e la necessità di prendere provvedimenti urgenti per migliorare la loro situazione'
In Calabria Msf e' stata presente in occasione della raccolta degli agrumi negli ultimi anni e il progetto in corso nella Piana e' stato avviato il 15 dicembre scorso. Per l’organizzazione, 'i disagi provocati dalle drammatiche condizioni di vita e di lavoro, sono stati resi ancora peggiori dal freddo di questa stagione”. Fra le malattie frequenti fra questi migranti riconducibili alle condizioni di vita, Msf segnala infezioni respiratorie, problemi osteo-muscolari e gastroenterici.
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08/01/2010 13:15














