Vivono accampati nelle tende su una collina di fronte al ministero dell’Ambiente o stipati nei vagoni ferroviari, in condizioni terribili. L’associazione Medici per i diritti umani: “Il Comune aveva promesso una soluzione, ma finora non si è mosso nulla”
di Antonio Fico
E’ di nuovo emergenza afgani alla stazione Ostiense di Roma. Nel giro di dieci giorni, il numero di rifugiati che vivono in condizioni drammatiche nei pressi dello scalo ferroviario è cresciuto vertiginosamente, raggiungendo il numero di cento. E presto il Comune potrebbe ordinare un nuovo sgombero aggravando la situazione. Non è bastato assicurare, il trasferimento provvisorio a una parte di essi, a novembre presso il centro di accoglienza di Castelnuovo di Porto, dove attualmente sono dislocati circa 120 richiedenti asilo la cui sorte è ancora incerta: dovrebbero essere trasferiti a gennaio nei centri di accoglienza romani, ma per il momento le autorità mantengono il riserbo sulle modalità e i tempi.
In dieci giorni, presso l’Air terminal dell’Ostiense ne sono arrivati a decine. Vivono accampati in parte in tende su una collina di fronte al ministero dell’Ambiente, o stipati nei vagoni ferroviari, in condizioni drammatiche. L’allarme è lanciato dai Medici per i diritti umani, che ieri hanno censito nuovamente gli immigrati presenti. “Siamo di nuovo in emergenza - spiega Alberto Barbieri - con il freddo e le piogge dei giorni passati le condizioni delle persone sono particolarmente difficili”. Proprio i medici, un mese fa, avevano aperto un centro di orientamento provvisorio per gli afgani, per aiutarli a orientarsi nelle difficoltà burocratiche e per assisterli dal punto di vista sanitario.
“Un esperimento che sta ottenendo ottimi risultati - evidenzia Barbieri -. A noi si sono aggiunte altre associazioni, dagli odontotecnici ai legali, che stanno svolgendo un ottimo servizio, ma presto questa esperienza potrebbe essere cancellata, nonostante il Comune in un incontro pubblico aveva preso impegno a cercare una nuova struttura”. I proprietari dell’immobile privato che ospita il centro hanno chiesto ai medici di lasciare la struttura entro il 31 dicembre. Né per il momento Comune e Municipio sono stati in grado di dare risposte concrete, dopo gli impegni assunti.
“La soluzione ottimale – sottolinea l’associazione Medu – sarebbe avere un centro di orientamento nei pressi della stazione Ostiense e avere una struttura di prima accoglienza per i rifugiati, magari alla Fiera di Roma”. Ma per il momento non arrivano risposte e presto potrebbe giungere lo sgombero degli immigrati afgani, costretti a spostarsi di qualche decina di metri, in condizioni ancora peggiori di prima.