Un piano nazionale per l'integrazione nella sicurezza dal titolo “Identità e incontro”. Lo proporrà entro gennaio il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, annunciando nuove misure per sull’immigrazione che “è impossibile da fermare ma va governata”. L’annuncio è arrivato oggi dallo stesso ministro durante
il convegno dell’Ilo che si è svolto a Roma in occasione della “Giornata internazionale del migrante 2009”.
Il progetto “rappresenta il secondo essenziale pilastro di una politica che sappia tenere insieme legalità e inclusione, completamento così il percorso iniziato con il decreto sicurezza” che “ha introdotto il cosiddetto 'accordo di integrazione' articolato per crediti, condizione necessaria per ottenere il permesso di soggiorno. La sottoscrizione di questo accordo non potrà essere riducibile a un gesto simbolico ma sarà vincolante per le parti. Le istituzioni dovranno offrire un'effettiva opportunità all'integrazione, garantendo la parità di accesso al lavoro, alla conoscenza e alle prestazioni sociali, nel presupposto di una stabile residenza e del rispetto delle leggi".
Quanto agli immigrati, saranno chiamati a tre impegni: “l'osservanza delle regole il rispetto dell'identità nazionale e la conoscenza della lingua. A metà strada tra diritto e dovere si pone il nodo della casa come elemento imprescindibile della convivenza sociale e di una vita dignitosa. Se nell'accordo di integrazione sono definiti i requisiti per ottenere il permesso di soggiorno deve essere stabilito in modo altrettanto chiaro il percorso alla cittadinanza. Si tratta infatti di due livelli complementari ma distinti”.
"Il tema della cittadinanza - ha quindi sottolineato - non è un requisito ma una conquista. Chi parla di diritti politici sembra dimenticare come essi spettino a chi si sente parte di una comunità, e tale appartenenza va maturata e deve essere adeguatamente testata. Per questo -ha concluso il titolare del dicastero di via Veneto - la soluzione di una sorta di 'cittadinanza a punti' può definire e monitorare il percorso di integrazione di chi vuole diventare italiano, passando da criteri meramente cronologico-quantitativi, a requisiti anche di tipo valutativo-qualitativi”.