
Stati Uniti
Obama si promuove, l’Huffington Post lo rimanda
Per Arianna Huffington, ideatrice di uno dei siti di informazione più cliccati d’America, l’Huffington Post, la pagella che conta la sigleranno gli elettori tra undici mesi, quando si tratterà di rinnovare metà del Congresso
di Ma.To.
Lo scorso 13 dicembre il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, si è promosso con un bell’otto in pagella, superando a pieni voti, a suo parere, la prova del primo anno di mandato. Per Arianna Huffington, ideatrice di uno dei siti di informazione più cliccati d’America, l’Huffington Post, la pagella che conta, però, la sigleranno gli elettori tra 11 mesi, quando si tratterà di rinnovare metà del Congresso. Il giudizio della Huffington sull’operato dell’amministrazione Obama è scettico, soprattutto per quanto attiene alle manovre economiche, e subordinato a una condizione: che la Casa Bianca cambi marcia. “Fortunatamente – spiega la giornalista – c’è tempo a sufficienza per farlo. Ma il primo passo è riconoscere che occorre cambiare direzione e non è chiaro se il governo è pronto a tirare fuori la bussola.”
Sotto l’esame della Huffington finisce Larry Summers, a capo dei consiglieri economici di Obama. Nel corso della trasmissione televisiva della ABC This Week Summers ha affermato che la ripresa occupazionale ci sarà in primavera. “Più tardi – prosegue l’articolo – l’economista si è spinto anche più in là e ha dichiarato che la recessione è finita.” Opinione non condivisa neppure da Christina Romer, altra consigliera della Casa Bianca. E scarsamente condivisibile – sostiene l’autrice del pezzo – dagli elettori ancora alle prese con un tasso di disoccupazione a due cifre.
A placare gli animi non basterà la riforma del sistema sanitario e non è neppure plausibile – secondo la Huffington – che in caso di sconfitta nel 2010, l’amministrazione recuperi il carisma necessario a riconfermare la presidenza nel 2012. “La gente sa che le cose che la interessano – posti di lavoro e licenziamenti – non hanno ricevuto l’attenzione necessaria, e sa anche quando e quanto abbia accondisceso.” Quali possibilità allora per il presidente Obama? “La condicio sine qua non dei grandi presidenti è stata la loro capacità di correggere la marcia. Tutti i grandi hanno saputo farlo. (…) Obama ha ovviamente l’abilità intellettuale necessaria, ma prima ci sono due passi che deve compiere. Innanzitutto deve smettere di dare ascolto a Larry Summers. In secondo luogo: deve smettere di pensare che ottenere il consenso equivalga a ottenere la leadership. (…) Non è troppo tardi – conclude Arianna Huffington – per salvare la nave. Basta riconoscere la necessità del salvataggio.”
» Audio: Odifreddi ricorda Paul Samuelson
Sotto l’esame della Huffington finisce Larry Summers, a capo dei consiglieri economici di Obama. Nel corso della trasmissione televisiva della ABC This Week Summers ha affermato che la ripresa occupazionale ci sarà in primavera. “Più tardi – prosegue l’articolo – l’economista si è spinto anche più in là e ha dichiarato che la recessione è finita.” Opinione non condivisa neppure da Christina Romer, altra consigliera della Casa Bianca. E scarsamente condivisibile – sostiene l’autrice del pezzo – dagli elettori ancora alle prese con un tasso di disoccupazione a due cifre.
» Audio: Odifreddi ricorda Paul Samuelson
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16/12/2009 17:28















