“Domani al Consiglio dei ministri saranno approvati alcuni provvedimenti che faranno discutere e cambieranno, in negativo, la faccia del nostro paese: dai provvedimenti sulla limitazione di internet alla regolamentazione del diritto di manifestare e di dissentire”. Lo dichiara il segretario nazionale della Fp Cgil, Antonio Crispi.
“Sempre domani al Cdm dovrebbe ritornare, per essere approvato, il decreto legge che privatizza la Protezione Civile trasformandola in Spa come più volte denunciato dalla Cgil a da altre organizzazioni sindacali”.
“Crea vivo allarme la determinazione da parte del governo – prosegue - di procedere all’approvazione di questo dl che da una parte ha, effettivamente, dei contenuti rispondenti ai requisiti di necessità e di urgenza come , per esempio, le questioni che riguardano l’Abruzzo e la Campania che ne giustificano l’emanazione”.
“Ma, nel contempo, ne contiene degli altri che niente hanno a che fare con nessuno dei requisiti di indifferibilità tipici di una decretazione d’urgenza: la riorganizzazione del dipartimento della Protezione Civile contenuta nel decreto in parola ne è un fulgido esempio”.
“Riorganizzazione della Protezione civile - secondo il sindacato - che fionda i lavoratori del settore in una condizione di incertezza professionale e di stabilità lavorativa. I quali si vedranno oggetto di una non meglio utilizzazione da parte della Protezione che, in assenza del diritto d’opzione e in ossequio al persistente ruolo speciale della Protezione, ne disporrà in merito in tutto e per tutto, in barba al ministro Brunetta e alla sua fantasmatica riforma della p.a. che si dimostra, ancora una volta uno spot, per favorirne appunto la sua totale privatizzazione”.
“Un decreto legge che riorganizza la testa della Protezione civile italiana approvato senza ascoltare la volontà delle Regioni, dell’Anci, dei lavoratori e di alcuni sindacati e, senza aver consultato pezzi importanti del sistema di protezione civile quali le strutture operative, la Conferenza del Volontariato di P.C.. Siamo di fronte ad un vero e proprio colpo di mano – a giudizio del sindacato -. Tutto ciò ha ricadute sia sul modello di Protezione Civile fin ora sperimentato e che fino a ieri il governo decantava quale migliore al mondo, sia sulla privata e pubblica incolumità laddove si intende trasformare, in un business, la calamità che sarà così piegata alla logica dell’interesse e dell’affare”.
Agnello, governo vuole soggetto privato
E sul tema interviene anche la segretaria confederale, Paola Agnello Modica. “Al governo - dice - non è bastata la progressiva trasformazione della Protezione civile che ne ha offuscato l’essenziale missione e ne ha verticalizzato il funzionamento, nonostante la Costituzione, all’articolo 117, la ponga tra le materie a legislazione concorrente tra Stato e Regioni”. Nelle intenzioni dell'esecutivo, fa sapere la dirigente sindacale, ci sarebbe la volontà di fare della Protezione “un soggetto di natura privatistica sia nel suo profilo istituzionale che nelle procedure relative ad appalti e acquisto di beni e servizi, assolutamente discrezionali e in deroga a tutte le regole. Un soggetto di cui si prevede addirittura che possa fare utili e il cui Cda verrebbe nominato interamente dal presidente del Consiglio dei ministri”. Per Agnello Modica “si coglie poi l’occasione per estrapolare dall’area della contrattualizzazione il settore, ripubblicizzandone i rapporti di lavoro. L’esatto contrario di ciò che servirebbe. La Protezione Civile - conclude - è materia troppo importante e delicata per essere affrontata con un decreto-legge, strumento improprio e a rischio di incostituzionalità”.
(Ultimo aggiornamento 17.10)