
Berlusconi aggredito
Governo, giro di vite su manifestazioni e internet
Maroni annuncia provvedimenti in Cdm. Obiettivo: oscurare “siti violenti”, estendere alle dimostrazioni pubbliche le norme sulla violenza negli stadi. Scontro alla Camera. Bersani: “Incendiari vestiti da pompieri”. Di Pietro: “Non ci faremo intimidire”
Il ministro, nell’informativa alla Camera, si è riferito apertamente alla situazione del web. Nel rispetto di chi usa i social network con finalità pacifiche, ha spiegato, “valuteremo soluzioni per consentire l’oscuramento dei siti che diffondono messaggi di vera e propria istigazione a delinquere”.
Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl, ha colto l’occasione per attaccare duramente i giornali che non piacciono alla maggioranza. Contro Berlusconi “c’è una campagna di odio iniziata fin dal 1994”, a suo avviso, ed è condotta “dal network Repubblica-L’Espresso, Il Fatto, dalla trasmissione di Santoro Annozero e da un terrorista mediatico di nome Travaglio”.
Bersani, incendiari vestiti da pompieri
Mentre Berlusconi è ancora in ospedale, e sarà dimesso domani (16 dicembre), proprio alla Camera monta lo scontro sul tema della sicurezza. “I discorsi sul clima nell’immediatezza di questi fatti sono scivolosi – secondo il segretario del Partito democratico, Pier Luigi Bersani -, il rischio è che qualcuno si vesta da pompiere per fare l’incendiario, e che cominci un gioco di criminalizzazione tra di noi che va oltre il segno”. L’intervento di Maroni non è stato criticato solo dal centrosinistra ma anche dal leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini: “Guai a promuovere provvedimenti illiberali – ha detto -, le leggi esistenti già consentono di punire le violazioni”.
Quando ha preso la parola il presidente dell’Idv, Antonio Di Pietro, i deputati del Pdl hanno lasciato l’aula. Una scelta che arriva dopo le polemiche di questi giorni, con Di Pietro che aveva espresso massima solidarietà per Berlusconi e condanna per l’aggressione, specificando poi che il premier rischia di essere “istigatore” della violenza. Il leader, mentre il centrodestra usciva da Montecitorio, ha esordito: “Non ci faremo intimidire”. Non si possono violare le leggi e la Costituzione, ha proseguito, “se volete rispettare il dettato del presidente della Repubblica non portate in aula provvedimenti che servono solo a far sfuggire le persone alla giustizia”.
Napolitano, su Costituzione modifiche condivise
Napolitano aveva chiesto “modifiche condivise” alla Costituzione. “La vitalità della Carta costituzionale dipende anche dalla capacità di attuarne concretamente e costantemente i valori che ne rappresentano i pilastri fondanti – aveva detto -, senza che ciò precluda la possibilità di modificare norme della sua seconda parte, al fine di adeguarne indirizzi e istituti ai cambiamenti della società, in un percorso condiviso e attento ai complessivi equilibri istituzionali”.
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15/12/2009 13:09















