
America latina
Cile, per il nuovo presidente si aspetta il ballottaggio
Il miliardario Sebastian Piñera ha ottenuto il 44% dei voti al primo turno. Il suo rivale della Concertatión (centro-sinistra) Eduardo Frei, ha ottenuto il 30%. Sarà decisivo l’indipendente Enriquez-Ominami col suo 20%
I candidati erano quattro: Eduardo Frei per la Concertaciòn e Sebastian Piñera per la destra tradizionale; gli altri due, Marco Enriquez-Ominami (Me-O) e Jorge Arrate, provengono dalle file della Concertación ma si presentavano per conto proprio.
Quasi un quarto dei voti è andato a forze alternative al duopolio destra-centrosinistra.
Marco Enríquez-Ominami ha ottenuto il 20.1 per cento dei voti e sarà decisivo nel ballottaggio del 17 gennaio. Ma ieri sera, ammettendo la sconfitta dinanzi a suoi elettori, “Me-O” ha rifiutato di appoggiare Frei, ricordando che entrambi i candidati “rappresentano il passato e non il futuro” e che “nessuno dei due è una speranza per un paese migliore”.
Jorge Arrate, invece, ha ottenuto il 6.2 per cento dei voti. Ministro all’epoca di Allende e in 2 dei 4 governi della Concertación, ha lasciato il Ps per presentarsi con un nuovo partito, il Juntos Podemos (Partito comunista e Sinistra cristiana) con un programma che ricalca in molti punti quello di Unidad Popular
Il vincitore del primo turno, Piñera, è un imprenditore di successo e possiede una delle fortune più rilevanti del paese: azionista di Lan Chile (la compagnia di bandiera), proprietario della popolare squadra di calcio Colo-Colo e della catena televisiva Chilevision, è stato già candidato nelle ultime elezioni presidenziali in competizione con Michelle Bachelet, che lo ha superato al secondo turno grazie al voto dei comunisti (che non hanno mai fatto parte della Concertación).
Piñera ha un programma pirotecnico: promette un milione di posti di lavoro, 10.000 nuovi carabinieri nelle strade, un aumento del 50 per cento per le pensioni minime, la costruzione di migliaia di case popolari. Promesse allettanti in un paese colpito dalla crisi mondiale: la disoccupazione (dati ufficiali) ha superato il 10 per cento (prima della crisi era tra il 7 e l’8), il che equivale a circa 957 mila persone contando anche il lavoro precario (circa 200.000 in più dell’anno passato).
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14/12/2009 14:20














