
Pubblico impiego
Brunetta convoca i sindacati, ma non la Cgil
Il ministro non vuole vedere chi non ha firmato il nuovo modello contrattuale. Epifani: “Un gravissimo autogol. Una scortesia istituzionale”. Podda: sempre più importante lo sciopero dell’11 dicembre. Anche la Uil conferma lo sciopero
Il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, convocherà i sindacati per parlare di rinnovo contrattuale, ma non la Cgil. Lo annuncia oggi (2 dicembre), aggiungendo che l'incontro si svolgerà la prossima settimana. Brunetta discuterà la situazione del settore con “tutti i sindacati che hanno firmato il nuovo modello contrattuale”.
Immediata la reazione del sindacato “escluso”. “Un gravissimo autogol del ministro”. Questo il commento del leader della Cgil, Guglielmo Epifani. “Se si parla di contratti, Brunetta ha il dovere di convocare tutti. In tutti i tavoli contrattuali - secondo Epifani -, sia dove abbiamo firmato sia no è sempre stata convocata la Cgil”. Quella del ministro, quindi, “mi pare una scelta sbagliata, potrei dire molto scortese, per un ministro che chiede ai dipendenti di essere cortesi. Ed è una scortesia istituzionale, politica, e quindi anche un gravissimo autogol”.
“La decisione del Ministro Brunetta di non convocare la Cgil al tavolo per il rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici rappresenta un attacco alla democrazia. Non credo ci sia un altro modo per dirlo. E non parlo di democrazia sindacale, ma di quell'equilibrio democratico che il Ministro ha deciso di spezzare lasciando fuori dal tavolo il sindacato più rappresentativo per punirlo per il suo dissenso ad un accordo, quello del 22 gennaio, che per la Cgil è stato una vera è propria imboscata”, con queste parole Carlo Podda, Segretario Generale dell'Fp-Cgil, commenta le dichiarazioni di oggi di Brunetta.
“Lo sciopero generale dei comparti pubblici dell'11 dicembre assume più valore dopo questa deriva autoritaria. Spesso – aggiunge Podda - scherzando diciamo che Palazzo Vidoni, che fu la sede del P.N.F., con la sua storia forse influenza il Ministro nelle sue scelte. Ma non riesco più a scherzare di fronte a certe forzature al limite del reazionario. Palazzo Vidoni nella storia del sindacalismo evoca cattivi pensieri, un accordo che ha ucciso il sindacato libero. Credo che a questa deriva si debba rispondere con tutta la forza che abbiamo, e lo faremo”.
Anche la Uil ha indetto uno sciopero del pubblico impiego, per il 21 dicembre, iniziativa che “resta in piedi”, fa sapere il sindacato, nonostante la convocazione di Brunetta.
Immediata la reazione del sindacato “escluso”. “Un gravissimo autogol del ministro”. Questo il commento del leader della Cgil, Guglielmo Epifani. “Se si parla di contratti, Brunetta ha il dovere di convocare tutti. In tutti i tavoli contrattuali - secondo Epifani -, sia dove abbiamo firmato sia no è sempre stata convocata la Cgil”. Quella del ministro, quindi, “mi pare una scelta sbagliata, potrei dire molto scortese, per un ministro che chiede ai dipendenti di essere cortesi. Ed è una scortesia istituzionale, politica, e quindi anche un gravissimo autogol”.
“Lo sciopero generale dei comparti pubblici dell'11 dicembre assume più valore dopo questa deriva autoritaria. Spesso – aggiunge Podda - scherzando diciamo che Palazzo Vidoni, che fu la sede del P.N.F., con la sua storia forse influenza il Ministro nelle sue scelte. Ma non riesco più a scherzare di fronte a certe forzature al limite del reazionario. Palazzo Vidoni nella storia del sindacalismo evoca cattivi pensieri, un accordo che ha ucciso il sindacato libero. Credo che a questa deriva si debba rispondere con tutta la forza che abbiamo, e lo faremo”.
Anche la Uil ha indetto uno sciopero del pubblico impiego, per il 21 dicembre, iniziativa che “resta in piedi”, fa sapere il sindacato, nonostante la convocazione di Brunetta.
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02/12/2009 19:00














