
Internet
Google: tetto alle notizie gratis
La svolta che non c'è
Gli editori potranno stabilire un limite per gli articoli gratis letti attraverso il motore di ricerca. La società californiana va incontro a Murdoch: “Il buon giornalismo è una materia prima costosa”. Ma quanti editori abbandoneranno il free?
Google apre agli editori, che potranno stabilire un limite per gli articoli gratis letti attraverso il motore di ricerca. Lo ha annunciato la stessa società di Mountain View. “Abbiamo deciso di permettere agli editori di limitare il numero di accessi gratuiti a cinque accessi per utente web al giorno”, ha spiegato un funzionario di Google a Zurigo, John Mueller, su un blog ufficiale del gruppo.
La possibilità si applica a tutti gli organi d'informazione indicizzati nelle pagine di Google News e nel motore di ricerca generalista, ha precisato. “Noi siamo contenti di aiutare i media a fare in modo che i loro contenuti siano accessibili a un ampio gruppo di lettori - ha aggiunto -, allo stesso tempo siamo anche consci del fatto che creare contenuti di qualità non è facile e spesso caro”.
L’apertura di Google va incontro al magnate dell'editoria Rupert Murdoch, che da tempo polemizza con la società californiana e i contenuti free. Murdoch ha già annunciato che dal 2010 l’edizione on line del Times sarà a pagamento, il che vale già per il Wall Street Journal (sempre posseduto da Murdoch). Secondo Murdoch gli editori devono sfruttare meglio le potenzialità del web. E le società che producono notizie devono farsi pagare perché “il buon giornalismo è una materia prima costosa”.
Ma i grandi editori procedono in ordine sparso, e non è affatto detto che si avvarranno della possibilità offerta da Google. Il Guardian, ad esempio, ha fatto sapere che non intende mettere contenuti a pagamento, operazione che danneggerebbe il coinvolgimento dei lettori e del pubblico.
» BLOG, Google, Murdoch e noi
La possibilità si applica a tutti gli organi d'informazione indicizzati nelle pagine di Google News e nel motore di ricerca generalista, ha precisato. “Noi siamo contenti di aiutare i media a fare in modo che i loro contenuti siano accessibili a un ampio gruppo di lettori - ha aggiunto -, allo stesso tempo siamo anche consci del fatto che creare contenuti di qualità non è facile e spesso caro”.
Ma i grandi editori procedono in ordine sparso, e non è affatto detto che si avvarranno della possibilità offerta da Google. Il Guardian, ad esempio, ha fatto sapere che non intende mettere contenuti a pagamento, operazione che danneggerebbe il coinvolgimento dei lettori e del pubblico.
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02/12/2009 12:00














