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Edilizia: Fillea, governo totalmente assente

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"E' ormai evidente anche alle associazioni datoriali la totale assenza del governo nelle strategie e nelle azioni concrete per affrontare la crisi del settore dell'edilizia e l'assoluta mancanza di coerenza dell'esecutivo rispetto agli impegni assunti a maggio negli Stati generali delle costruzioni". E’ quanto afferma in una nota il segretario generale della Fillea Cgil, Walter Schiavella, commentando i dati riportati nel corso di una conferenza stampa del presidente dell’Ance.

Quella del governo è per Schiavella, "una assenza sia nelle strategie che nelle azioni concrete, come dimostra l’inconsistenza dei tavoli attivati a luglio che, nonostante i ripetuti solleciti, non vengono ancora convocati, pur in presenza di strumenti di programmazione in corso di approvazione".

"Lo diciamo da gennaio, quando denunciammo il rischio di perdere oltre 250mila posti di lavoro - prosegue il leader Fillea - un rischio che si sta trasformando in drammatica realtà. Manca una politica anticrisi degna di questo nome, mancano investimenti e risorse di cassa vere per le infrastrutture, per la casa, per il recupero ambientale. Nessun intervento a tutela del lavoro, anzi si esclude dal conteggio a giorni la cigo per eventi atmosferici, che di fatto neutralizza i benefici di quel provvedimento per l’intero settore, mentre ancora non si interviene per raddoppiarne la durata".

"Quello che più ci preoccupa - prosegue il dirigente sindacale - è che mentre il governo è latitante sul piano delle strategie anticrisi, non lo è affatto sul piano dell'attacco ai diritti e alla regolarità del lavoro. Iniziative come l'introduzione del reato di clandestinità, la riduzione dei controlli sulla sicurezza e sulla regolarità contributiva, la messa all'asta dei beni confiscati alle mafie, rendono automaticamente questo settore sempre più a rischio di illegalità diffusa. Il ricorso al lavoro nero è in crescita, il ribasso delle gare arriva ormai anche al 60 per cento, che significa la compressione dei costi del lavoro e di quelli sulla sicurezza, mentre l'evasione ed elusione contributiva - che stimiamo per il 2008 in 5 miliardi - si arricchisce di nuove strategie, come quella del ricorso ai muratori a partita iva. Su tutto questo poi, gli interessi della criminalità organizzata, sempre più concentrati sul settore e ramificati in tutto il paese per conquistare la gestione degli appalti e del nuovo business, quello del mercato delle braccia clandestine".

Per Schiavella occorre che il governo "cambi rotta, altrimenti dalla crisi si uscirà con un massacro sociale che pagheranno i lavoratori e tutte quelle imprese sane che tentano di resistere alla crisi e che l'assenza di regole e controlli da parte dello Stato sta lentamente e inesorabilmente mandando a picco. E’ ora che la propaganda fatta sinora dall’esecutivo diventi azione concreta. Per questo - conclude il segretario Fillea - è ora che le forze sociali che diedero vita agli Stati generali delle costruzioni chiamino tutte, con coraggio e coerenza, il governo a rispondere della propria latitanza”.



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TAGS fillea cgil schiavella edilizia

01/12/2009 17:47

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