
Call center: Assocontact, 26mila posti a rischio
Nel settore dei call center ci sono 26mila posti a rischio: è l'allarme lanciato dal presidente di Assocontact, Umberto Costamagna, in occasione del suo intervento alla tavola rotonda organizzata da Business International. “L'intero settore è a serio rischio di sopravvivenza: nel 2008 - ha detto - il comparto ha registrato un margine operativo lordo negativo e i costi del personale arrivano a rappresentare ormai l'85% delle spese”. Le cause, ha spiegato Costamagna, sono “oltre all'aumento sensibile dei costi del personale, le gare al massimo ribasso, la fiscalità imponente che, soprattutto nel caso dell'Irap, va a colpire e a punire soprattutto le aziende che assumono, insieme alla mancanza di un valido modello di nuova e sana flessibilità”.
Il comporto dei call center in Italia conta tra i 70 e gli 80mila addetti, dei quali circa 50mila dipendenti, la maggior parte a tempo indeterminato, e' stato infine ricordato, con un volume diretto di affari di poco inferiore al miliardo di euro, tra le 200 e le 300 aziende del settore. Di qui la richiesta del presidente di Assocontact: “Se il governo non agisce immediatamente attraverso iniziative concrete, l'intero settore nei prossimi 90 giorni metterà in atto interventi che pongono a rischio 26mila lavoratori tra quelli che nel corso degli ultimi tre anni sono stati regolarizzati”.
Il comporto dei call center in Italia conta tra i 70 e gli 80mila addetti, dei quali circa 50mila dipendenti, la maggior parte a tempo indeterminato, e' stato infine ricordato, con un volume diretto di affari di poco inferiore al miliardo di euro, tra le 200 e le 300 aziende del settore. Di qui la richiesta del presidente di Assocontact: “Se il governo non agisce immediatamente attraverso iniziative concrete, l'intero settore nei prossimi 90 giorni metterà in atto interventi che pongono a rischio 26mila lavoratori tra quelli che nel corso degli ultimi tre anni sono stati regolarizzati”.
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TAGS call center
24/11/2009 17:34
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é troppo chiedere questo a codesta società di padroni così detta civile e/o democratica?













