
Auto
Natale in cassa integrazione alla Fiat
Gli operai degli stabilimenti di Termini Imerese, Melfi e Mirafiori saranno in ferie forzate anche a Capodanno. Il ministro Scajola annuncia: “Far morire la fabbrica siciliana sarebbe folle”. Verso una riduzione graduale per gli incentivi al settore
Pessime notizie per i lavoratori Fiat in vista delle feste di Natale. Mirafiori (Torino) sarà in cassa integrazione dal 24 dicembre al 6 gennaio. Lo ha annunciato oggi l'azienda ai sindacati. Per i lavoratori addetti alla produzione della Multipla la cassa sarà anticipata da tre giorni e riguarderà quindi anche le giornate del 21, 22 e 23 dicembre. Lo stabilimento di Melfi (Potenza) resterà invece chiuso dal 21 dicembre al 6 gennaio, periodo in cui la casa torinese farà ricorso alla cig ordinaria. Anche alle tute blu di Termini Imerese (Palermo), ferme dal 18 al 28 novembre, è stato imposto un altro periodo di ferie forzate, sempre dal 21 dicembre al 6 gennaio. “Un altro colpo alle tasche e alla serenità degli operai - dice Roberto Mastrosimone della Fiom - peraltro durante il periodo natalizio. Da tanto ormai siamo sottoposti a questo trattamento che taglia buste paga, tredicesime e speranze.
“FOLLE FAR MORIRE TERMINI IMERESE”. Proprio stamani il ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, è intervenuto duramente sui destini dello stabilimento siciliano: “Sarebbe folle far morire un polo industriale come quello di Termini Imerese, su cui nel tempo sono stati fatti investimenti importanti e dove tutti mi dicono che la qualità del lavoro è molto buona”. Presa di posizione apprezzata dai sindacati. “È una scelta giusta, spero solo che il governo la ponga con la forza necessaria quando si aprirà il confronto con la Fiat”, ha commentato il leader della Cgil Guglielmo Epifani. Tenere aperto lo stabilimento del Lingotto, assicura, “sarà anche la nostra battaglia”. Anche per il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, le considerazioni di Scajola sono “positive e condivisibili”. Sulla questione interviene anche la Uil con il leader Luigi Angeletti. “Siamo l'unico paese in Europa in cui si produce meno della metà delle auto che si vendono, quindi non c’è bisogno di chiudere stabilimenti”.
QUESTIONE INCENTIVI. Il governo punta “ridurli gradualmente per le auto”, annuncia Scajola, precisando che è allo studio l'potesi di estendere le facilitazioni anche ad altri comparti industriali: “Puntiamo ad allargarli ad altri settori come quello dei mobili o degli elettrodomestici”. Quanto al settore auto, il ministro ha poi aggiunto che “saranno inferiori all'anno scorso" e "in ogni caso ci muoveremo tenendo presente anche quello che faranno gli altri paesi europei per non distorcere il mercato”. Ma nel settore auto, ha detto Epifani, "è necessaria una politica di uscita intelligente dalla rottamazione: non si può passare da un giorno all'altro dalla rottamazione a niente, perché questo creerebbe problemi alle aziende, anche perché Francia e Spagna invece continueranno la rottamazione. Si può fare come in passato una rottamazione a scendere, una via d'uscita graduale”.
» Video, Il dramma di Termini Imerese
» Milano, Il destino di Arese appeso a un filo
» Analisi, Fiat va, i lavoratori no
“FOLLE FAR MORIRE TERMINI IMERESE”. Proprio stamani il ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, è intervenuto duramente sui destini dello stabilimento siciliano: “Sarebbe folle far morire un polo industriale come quello di Termini Imerese, su cui nel tempo sono stati fatti investimenti importanti e dove tutti mi dicono che la qualità del lavoro è molto buona”. Presa di posizione apprezzata dai sindacati. “È una scelta giusta, spero solo che il governo la ponga con la forza necessaria quando si aprirà il confronto con la Fiat”, ha commentato il leader della Cgil Guglielmo Epifani. Tenere aperto lo stabilimento del Lingotto, assicura, “sarà anche la nostra battaglia”. Anche per il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, le considerazioni di Scajola sono “positive e condivisibili”. Sulla questione interviene anche la Uil con il leader Luigi Angeletti. “Siamo l'unico paese in Europa in cui si produce meno della metà delle auto che si vendono, quindi non c’è bisogno di chiudere stabilimenti”.
QUESTIONE INCENTIVI. Il governo punta “ridurli gradualmente per le auto”, annuncia Scajola, precisando che è allo studio l'potesi di estendere le facilitazioni anche ad altri comparti industriali: “Puntiamo ad allargarli ad altri settori come quello dei mobili o degli elettrodomestici”. Quanto al settore auto, il ministro ha poi aggiunto che “saranno inferiori all'anno scorso" e "in ogni caso ci muoveremo tenendo presente anche quello che faranno gli altri paesi europei per non distorcere il mercato”. Ma nel settore auto, ha detto Epifani, "è necessaria una politica di uscita intelligente dalla rottamazione: non si può passare da un giorno all'altro dalla rottamazione a niente, perché questo creerebbe problemi alle aziende, anche perché Francia e Spagna invece continueranno la rottamazione. Si può fare come in passato una rottamazione a scendere, una via d'uscita graduale”.
» Video, Il dramma di Termini Imerese
» Milano, Il destino di Arese appeso a un filo
» Analisi, Fiat va, i lavoratori no
24/11/2009 17:04





