350 posti di lavoro sono a rischio nello stabilimento Maflow di Trezzano sul Naviglio (Milano). E' quanto si apprende da una nota della Fiom cittadina.
Il gruppo - leader europeo nella produzione di componenti per gli impianti di condizionamento delle automobili - è fornitore delle principali case automobilistiche, a partire da Bmw. Già di proprietà del fondo Ilp Italian lifestyle (Hirsch & co.), ha tre siti principali: a Trezzano sul Naviglio, Ascoli Piceno e in Polonia. A Trezzano lavorano 350 persone, su commesse che per l’80% arrivano proprio da Bmw.
"Nonostante la crisi del settore dell’auto - spiega il sindacato -, per il 2009 ci sono ancora ordini per 300 milioni, ma i debiti accumulati presso le banche (in particolare Intesa Sanpaolo e Banca Popolare) portano il fondo proprietario a decidere di mettere in liquidazione l’azienda che, il 30 luglio, entra in amministrazione straordinaria. E siamo alle solite: scelte finanziarie dissennate rischiano di distruggere un’azienda e di cancellare 350 posti di lavoro".
"A detta dei commissari - prosegue - esistono almeno quattro soggetti interessati all’acquisizione dell’intero gruppo. Ma la presenza in Polonia di un grande stabilimento simile a quello di Trezzano, il fatto che l’area su cui sorge è già stata alienata e che l’immobile è stato venduto ad una società del gruppo Unicredit, rappresentano pesanti ipoteche sul futuro del sito alle porte di Milano".
La novità preoccupante è che Bmw ha recentemente deciso di spostare in Germania le commesse, che comunque sono sempre state evase puntualmente, nonostante la cassa integrazione straordinaria. Entro fine anno si terrà la gara per l’acquisizione del gruppo. E chiaro che avere o non avere ordini, avere oppure no la possibilità di produrre farà la differenza.
Per questo i 350 lavoratori della Maflow di Trezzano hanno deciso di chiedere un incontro con il Console Generale di Germania a Milano e sollecitare un suo intervento perché Bmw torni ad essere cliente di Maflow.