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Omega, la rabbia dei lavoratori invade Roma

In migliaia alla manifestazione contro i tagli del gruppo. Letta riceve i sindacati, l'incontro fallisce, occupata via del Corso. Poi arriva la convocazione per il 26 novembre. Tanti slogan e politici presenti, sfila la protesta di addetti e delegati

foto di Attilio Cristini (immagini di Attilio Cristini)
Roma - Si terrà giovedì 26 novembre il tavolo di confronto tra governo e parti sociali per affrontare la situazione del gruppo Omega. Lo annuncia una nota di Palazzo Chigi. L'incontro sarà un giorno prima rispetto al 27, data emersa al termine di una lunga mobilitazione che ieri (17 novembre) ha invaso la capitale. Prima dell'annuncio, infatti, era fallito l'incontro tra Gianni Letta e i sindacati, facendo crescere la protesta dei lavoratori. Nel giorno della manifestazione nazionale, una delegazione di lavoratori, politici e sindacalisti è stata ricevuta a Palazzo Chigi dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Obiettivo: ottenere una convocazione ufficiale per sciogliere il nodo degli esuberi (1.192 solo in Agile, ex Eutelia). La riunione si è conclusa con un nulla di fatto: a quanto appreso, il governo non voleva occuparsi di Agile prima di dicembre. I lavoratori hanno occupato via del Corso con alcuni momenti di tensione, rischiando le cariche delle forze dell'ordine. Poi la marcia indietro e l'incontro. Il sit-in si è sciolto, con la promessa di ritrovarsi a Roma proprio in quella data. Nel frattempo continueranno assemblee e presidi per chiedere l'amministrazione straordinaria del gruppo.

Dopo la riunione con Letta la segretaria confederale della Cgil, Susanna Camusso, aveva dichiarato: “Possiamo apprezzare che il governo ci abbia ricevuto e abbia manifestato l’intenzione di muoversi, ma il fattore tempo è un elemento sostanziale”. Il governo poteva muoversi prima, secondo la dirigente sindacale. “Letta sta facendo delle verifiche, sta aspettando delle risposte”, ha concluso, augurandosi che la convocazione ufficiale “arrivi presto”.

In generale, è stata una giornata importante per tutti gli addetti del gruppo. In migliaia sono scesi in piazza a Roma, da tutta Italia, per manifestare contro i licenziamenti. E' riuscito lo sciopero unitario proclamato dai sindacati dei metalmeccanici, Fim, Fiom e Uilm, e delle telecomunicazioni, Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil. Sono stati duramente contestati i tagli che investono Agile e Phonemedia, le maggiori del gruppo, ma anche una lunga serie di aziende più piccole. Le stime dicono che sono a rischio subito 2mila posti di lavoro, ma con l’indotto si arriva a circa 10mila. In tutto sono coinvolte 7mila famiglie, riferiscono i sindacati. Il corteo si è mosso da piazza dell’Esquilino verso il centro, per arrivare a via dei Fori Imperiali.

Brevi momenti di tensione si sono registrati quando i manifestanti sono stati accolti da un cordone di polizia e carabinieri, in tenuta antisommossa. Il corteo ha urlato “Vergogna, vergogna!” all’indirizzo dell’autorità, ma non vi è comunque entrato in contatto.

Moltissimi gli slogan dei lavoratori, che hanno esposto striscioni come: “Da tre mesi prossimi al licenziamento causa speculazione finanziaria dei padroni. Ma la crisi è finita!”. Oppure “Eutelia, Agile, Omega, aziende killer” e “Precari a tempo indeterminato”. Numerose anche le bandiere delle tute blu della Cgil, che erano presenti in prima fila. Alcuni dipendenti hanno esposto sotto al collo un cartellone con un numero, che indica “Quale licenziato sono”. Si è poi avuto anche il funerale dell’azienda, celebrato con bare di cartone. Infine, alcuni erano vestiti di bianco con una falce in mano per suggerire la loro “morte” come lavoratori.

Tanti anche i politici presenti. C’era il segretario del Partito democratico, Pier Luigi Bersani, e il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro. E anche il segretario di Rifondazione, Paolo Ferrero, e l’ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano. Questi sono stati avvicinati dai manifestanti per illustrare la loro situazione. A rappresentare la Cgil ha sfilato con i lavoratori Susanna Camusso.

“E’ una situazione di gravità assoluta”, ha detto Bersani. “Noi abbiamo già fatto tre interpellanze, senza esito – ha proseguito -, ora sto pensando a un appello straordinario a Berlusconi, perché metta la testa su queste cose”. Di Pietro ha dichiarato, riferito ai lavoratori in piazza: “Rappresentano uno spaccato onesto e laborioso del nostro paese, ed è per questo che l’Idv sta dalla loro parte”. A metà giornata era emersa un'indiscrezione: il governo avrebbe convocato i sindacati la prossima settimana per parlare dei tagli di Agile. A quanto si apprende, sarebbe questo il risultato di una telefonata tra lo stesso Di Pietro e Gianni Letta, ma una svolta in tempi brevi sembra più difficile dopo gli sviluppi di oggi.

La rabbia di lavoratori e delegati

Su RadioArticolo1 è andata in onda la protesta dei lavoratori e delegati. Alessandra Carnicella, lavoratrice Agile di Roma, ha rievocato l’irruzione dei vigilantes, avvenuta lo scorso 10 novembre: “Dopo l’irruzione questa vicenda ha avuto finalmente la visibilità che meritava. Siamo tutti sullo stesso tetto e da quel tetto scenderemo solo con il sorriso sul volto – ha detto -, la nostra vertenza finalmente ha assunto toni degni di questa situazione”. Laura Lautieri, delegata della Slc alla Phonemedia di Monza, ha raccontato: “Siamo in 6mila e siamo messi molto male perché abbiamo perso il cliente principale. Non abbiamo lavoro né stipendio, non possiamo neanche stampare le nostre buste paga per aprire la vertenza”. Così Angelo Pagaria, delegato Rsu della Fiom nello stabilimento Agile di Pregnana Milanese: “Occupazione e presidio stanno andando bene, siamo pronti a proseguire. Da noi sono previsti 237 licenziamenti su 430 lavoratori, Agile è il contenitore che ha accolto i lavoratori di Eutelia, ma anche tutti i problemi e i debiti, stimati in 130-140 milioni di euro. Non dobbiamo morire in Agile, ma tornare in Eutelia con un buon piano industriale”. Quindi la voce di un lavoratore dal call center Answers di Pistoia: “Speriamo in un imprenditore disponibile a comprarci per ripartire. Siamo in assemblea permanente e ci rimaniamo, intanto dobbiamo ringraziare la Cgil che ha istituito un fondo di solidarietà, oltre a fornirci il cibo quotidianamente”.

Ultimo aggiornamento 18/11/2009 ore 16.15

(a cura di Emanuele Di Nicola e Marilina Russo)

TAGS phonemedia tagli camusso crisi agile sciopero omega

17/11/2009 15:15



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