
Ambiente
Clima, Usa e Cina declassano Copenaghen
Barack Obama e Hu Jintao raggiungono un’intesa al ribasso: nessun accordo vincolante sulla riduzione delle emissioni di CO2. La rabbia degli ambientalisti: “L’Europa non può restare a guardare”. Reinfeldt: “E’ il momento della responsabilità”
Barack Obama e il presidente cinese Hu Jintao hanno incontrato il premier danese Lars Loekke Rasmussen, recatosi a Singapore in tutta fretta. Il risultato dell’incontro sono le parole del premier danese: “E’ irrealistico ritenere che da qui al vertice di Copenaghen, che avrà inizio tra tre settimane, sia possibile negoziare un accordo completo che abbia vincoli internazionali. Cercheremo di arrivare – ha detto Rasmussen - a un’intesa politica vincolante che copra tutti i principali elementi del negoziato”.
La Cina si è mostrata sempre riluttante a sottoscrivere impegni vincolanti sulla riduzione di emissioni. Ma lo stesso Obama ha grossi problemi in casa a far passare la sua visione Green, tra i veti del Congresso e l’ostruzionismo delle potenti lobby industriali americane.
Il WWF esprime “forte delusione per le dichiarazioni del Primo Ministro danese che ha abbassato il tiro delle ambizioni per il trattato sul clima di Copenaghen, riducendolo a un accordo politico in vista di un futuro accordo vincolante”. Il WWF sottolinea che l'allungamento dei tempi “dimostra scarsa capacità di leadership da parte dei Governi e non tiene conto dell'urgenza posta dalla comunita' scientifica”. Secondo l’associazione ambientalista “frenare le speranze prima della discussione è un grandissimo errore. La presidenza danese dimostra scarso coraggio e ambizione”. “In tutto questo – spiega Mariagrazia Midulla, responsabile programma Clima e Energia del WWF Italia - notiamo l'assenza dell'Europa, ridotta al rango di spettatore da un'intesa tra Stati Uniti e Cina. La mancanza di leadership europea è drammatica e rischia di ridurre il peso politico del vecchio continente sullo scacchiere mondiale ben oltre le politiche climatiche”.
“E' chiaro che gli Stati Uniti hanno problemi a firmare un accordo vincolante”. E’ quanto ha dichiarato il premier svedese, e presidente di turno della Ue, Fredrik Reinfeldt. Intervistato da una radio svedese, Reinfeldt ha detto che a Copenhagen sarà necessaria da parte di tutti i leader mondiali una’“assunzione globale di responsabilità”.
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15/11/2009 22:00














