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Dopo due giorni di ordinaria follia si è aperto finalmente uno spiraglio di luce sul futuro dei circa 900 braccianti agricoli nord-africani che abitavano nel ghetto di S.Nicola Varco, vicino ad Eboli". Lo scrive in una nota la Flai Cgil.
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In un incontro che si è tenuto oggi presso la Prefettura di Salerno - si legge nel comunicato - si è, infatti, deciso di istituire con urgenza un tavolo inter-istituzionale per affrontare i temi del lavoro nero, del caporalato e del ricollocamento regolare dei lavoratori occupati nella Piana del Sele, al quale prenderanno parte le Organizzazioni agricole, la Cgil, la stessa Prefettura e gli assessori regionali al lavoro e all’agricoltura. La Confagricoltura nello specifico - riferisce la Flai Cgil - ha dato la propria disponibilità ad avviare un percorso per l’assunzione regolare dei braccianti che abitavano nel ghetto".
“Dopo l’orrenda caccia all’uomo alla quale abbiamo assistito negli ultimi due giorni” – ha dichiarato il Segretario generale della Flai-Cgil Stefania Crogi – “tra le istituzioni sta prevalendo finalmente il buon senso, con la ricerca attiva di soluzioni a tutela dei lavoratori che si trovavano a S.Nicola Varco”.
“E’ di particolare rilievo la disponibilità mostrata dalla Confagricoltura” – ha continuato Crogi – “così come la scelta di istituire un tavolo che affronti in modo strutturale le croniche questioni che riguardano il bracciantato come il lavoro nero e il caporalato”.
“E’ un dovere civile e politico quello di trovare una soluzione definitiva a questa triste vicenda” - ha concluso il Segretario generale della Flai-Cgil – “perché altrimenti questi lavoratori verrebbero lasciati ancora una volta nelle braccia dei caporali e dell’illegalità”.