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Morte Cucchi, indagati tre agenti e tre medici

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La Procura iscrive nel registro degli indagati alcuni nomi per il decesso del giovane romano. L'ipotesi: fu pestato nelle celle del tribunale, ci sarebbe un testimone. "I medici dovevano alimentarlo". I carabinieri estranei alla vicenda

Sono sei gli indagati per la morte di Stefano Cucchi. L'inchiesta della Procura di Roma si concentra su 3 agenti di polizia penitenziaria e 3 medici. I pubblici ministeri, Francesca Loj e Vincenzo Barba, li hanno iscritti oggi (13 novembre) nel registro degli indagati. Il geometra 31ennne è deceduto al Pertini lo scorso 22 ottobre: arrestato per possesso di una piccola quantità di droga, sul suo cadavere sono stati rilevati evidenti segni di percosse.

L'accusa è omicidio preterintenzionale per tre agenti: Nicola Minichini, 40 anni, Corrado Santantonio, 50 anni, e Antonio Dominici, 42 anni. Nel capo d'accusa si legge: "Colpendo Cucchi il 16 ottobre nelle celle di sicurezza del tribunale con calci e pugni, dopo averlo fatto cadere, ne cagionavano la morte avvenuta all'ospedale Sandro Pertini".

Il ragazzo fu pestato in tribunale, mentre aspettava di essere portato in udienza per la convalida dell'arresto. Questa l'ipotesi della Procura: nel sotterraneo del palazzo B della città giudiziaria, sarebbe stato scaraventato a terra, causando la frattura di due vertebre. Qui avrebbe anche sbattuto il bacino, fratturandosi l'osso sacro. Poi, secondo la ricostruzione, quando era a terra sarebbe stato preso a calci e pugni. Vengono spiegati così i numerosi colpi refertati dall'autopsia.

Un testimone ha visto tutto.
E' un detenuto extracomunitario, a quanto si apprende, che sostava in quelle stanze in attesa dell'incidente probatorio. L'uomo avrebbe scambiato alcune battute con Cucchi. La Procura lo ha ascoltato e la sua deposizione è stata decisiva per definire l'ipotesi. A breve verrà disposto un sopralluogo nelle celle del tribunale, forse proprio in compagnia del testimone.

Tre medici del Pertini sono indagati per omicidio colposo. Quelli che hanno avuto il giovane in cura per qualche giorno, dicono i pm, e avevano tutti gli strumenti per alimentarlo e idratarlo, anche se il paziente rifiutava l'assistenza. L'iscrizione è "un eccesso di garanzia - spiegano -, così possono nominare un proprio consulente in vista alla riesumazione della salma". Ecco i nomi: Aldo Fierro, il primario di 60 anni della struttura protetta dell'ospedale, e i medici Stefania Corbi, 42 anni, e Rosita Caponetti, 38 anni.

I carabinieri "sono estranei alla vicenda", concludono i pm.

» I parenti: né anoressico né sieropositivo
» Arrivano i primi indagati
» La polemica sulla morte
» Torna il dramma delle carceri

Ultimo aggiornamento 15.20



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TAGS stefano cucchi

13/11/2009 13:41

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