Differito l'acconto Irpef di novembre, ma il saldo si paga l'anno prossimo. Manovra da 3,5 mld con i proventi dello scudo fiscale. Ok anche al ddl su semplificazione della p.a.: giuramento per neoassunti pubblici, chi non lo fa sarà licenziato
Decreto legge sul taglio dell'Irpef, disegno di legge Brunetta sulla semplificazione amministrativa. Sono questi i due provvedimenti approvati oggi (12 novembre) dal Consiglio dei ministri. E’ quanto si apprende al termine della riunione.
Fisco: taglio nel 2009, ma recupero nel 2010
Il taglio dell'acconto di novembre riguarderà solo l'Irpef, non l'Irap e l'Ires. Lo riferiscono fonti governative, specificando che l'intervento toccherà esclusivamente piccole e medie imprese, ditte individuali e società di persone. Il decreto permetterà di posticipare il pagamento di parte degli acconti dovuti entro questo mese al prossimo anno, ma solo attraverso l'imposta sulle persone fisiche. Vengono quindi smentite le indiscrezioni diffuse subito dopo il Cdm: ovvero, che il taglio di 3,5 miliardi di euro coinvolgesse anche le grandi imprese. Comunque, gli sgravi concessi nel 2009 saranno recuperati nel 2010 con il pagamento del saldo. La forbice sull’Irpef, specificano le stesse fonti, è stata usata “per lasciare più soldi in tasca ai cittadini”. Un provvedimento a saldo invariato, perché le entrate minori saranno recuperate dal gettito dello scudo fiscale, stimato da Tremonti in 3-4 miliardi di euro. Il comunicato ufficiale annuncia poi che il dl "contiene anche disposizioni tese a consentire ai Comuni il rimborso della terza rata dell'Ici extrarurale".
P.a.: arriva giuramento e strumenti telematici
Le norme per la semplificazione della pubblica amministrazione sono illustrate dal titolare del dicastero, Renato Brunetta. Arriva il giuramento per gli statali neoassunti “pena licenziamento”: i lavoratori giureranno su Repubblica e Costituzione, a suo giudizio, “per valorizzare la figura del dipendente del pubblico”. Definita anche la “carta dei doveri” per le p.a.: uno strumento per specificare i diritti dei cittadini e i doveri pubblici, basato sulla cancellazione di “molestie amministrative”, esigibilità dei provvedimenti in tempi brevi e, aggiunge Brunetta, “gentilezza e cortesia”. Il settore pubblico diventerà più elettronico: libri sociali, cartelle cliniche, cambio di residenza, pagelle scolastiche e università andranno su Internet entro il 2012. “E’ solo l’inizio del percorso – conclude il ministro – su cui ora il governo è tenuto a legiferare”. Il testo passa ora all’esame della Conferenza Stato-Regioni.
Podda (Fp), governo legalizza evasione e penalizza lavoro
“La politica dei due tempi del governo è davvero sfacciata”. Lo afferma in una nota Carlo Podda, segretario generale della Fp Cgil, commentando le misure su Ires e Irap. Le risorse provenienti dallo scudo fiscale, “ancorché vergognose, sono ancora indeterminate, ma si decide di spenderle subito per coprire la riduzione degli acconti Ires e Irap, prevedendo, in un eventuale quanto indeterminato e incerto futuro, di utilizzare i maggiori proventi derivanti dai saldi per politiche di rilancio dell’economia, cui lo scudo era destinato”. Ancora una volta, a suo avviso, “i redditi da lavoro e da pensione rimangono al palo” e si preferisce sostenere le imprese, con misure prive di copertura finanziaria. “Non finisce qui – prosegue -: le imprese chiedono con forza la moratoria della revisione degli studi di settore o una sospensione dei controlli degli stessi, richiesta sulla quale non si può che essere contrari. Dopo la reintroduzione della politica dei condoni, attraverso lo scudo fiscale, il governo uscirebbe definitivamente allo scoperto, istituzionalizzando l’evasione fiscale come unica politica di sostegno alle imprese”. Insomma, conclude Podda, l’esecutivo “legalizza l’illegalità, riduce le entrate così necessarie in periodi di crisi, e penalizza i pagatori onesti, i lavoratori e i pensionati”.
E anche le imprese non sono soddisfatte. Lo dice subito il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, commentando i risultati del Cdm: “La riduzione dell’acconto di novembre può essere di aiuto alla liquidità, ma sul fisco servono riforme ampie e strutturali”.
Ultimo aggiornamento 18.40