Tlc: Solari (Cgil), con stop a banda larga 50mila posti persi
“Sono almeno 50mila i posti di lavoro, e un potenziale contributo dello 0,2 per cento alla crescita del Pil, a svanire dopo la decisione di non sbloccare 800 milioni di euro per le reti a banda larga”. Così in una nota il segretario confederale della Cgil, Fabrizo Solari, a fare i conti dopo lo stop deciso dal governo ai finanziamenti per la banda larga. “Stime - rileva il dirigente sindacale - sostanzialmente condivise dalle valutazioni dello stesso Ministero dello sviluppo economico”.
"Lo stesso governo – afferma Solari - aveva recentemente proposto e aiutato norme di snellimento delle procedure per accelerare gli investimenti raccogliendo indicazioni di provenienza Agcom. L’autorità, da parte sua, aveva operato per superare una serie di contestazioni, approvando gli impegni di Telecom Italia in materia di accesso alla rete e definendo una articolata strumentazione di intervento con l’organismo di vigilanza e il comitato per le Ngn”. Alla luce di questi fatti, per il segretario confederale Cgil, “la decisione assunta nei giorni scorsi appare incongrua quanto incomprensibile e sbagliata”.
“Le motivazioni portate dal governo a sostegno della rinuncia a questo investimento - sottolinea il dirigente sindacale - non reggono il confronto con una realtà che vede solo il 20 per cento della popolazione italiana connessa alle reti veloci (terz’ultimo posto a livello europeo). Un dato, inoltre – prosegue Solari -, che colloca il nostro paese al di sotto della media europea e lontanissimo dai paesi più sviluppati che si attestano a percentuali doppie”.
“Per questo – aggiunge il segretario - il mancato confronto su queste questioni rischia di allontanare l’uscita del nostro paese dalla crisi, oltre che condannarci ad un profilo insufficiente nella qualità dello sviluppo”. “Cambiare opinione è ancora possibile, ed è un dovere insistere - conclude Solari - perché questa decisione sbagliata sia rapidamente riconsiderata”.