“Prima del crollo del Muro, Berlino Ovest era considerata la ‘vetrina d'Occidente’, il simbolo della libertà. A maggior ragione lo è stata dopo gli eventi del 1989, quando la democrazia ha cominciato a diffondersi nei paesi del Patto di Varsavia. Questo è ancora oggi il compito di Berlino, ricordare al mondo intero che libertà, democrazia e tolleranza sono valori dai quali non si può prescindere. Ma attenzione a non dimenticare il passato turpe da cui sono scaturiti: il Nazismo, l’Olocausto, la sofferta divisione della città.” E’ quanto dichiara a rassegna.it
il sindaco di Berlino, Klaus Wowereit (Spd).
Nel novembre del 1989 Wowereit, considerato oggi uno dei politici più rappresentativi della Spd, era già consigliere comunale a Berlino Ovest: “Ricordo che ero a casa, appena tornato da una cena con alcuni parenti, quando un vicino bussò concitato alla porta: ‘Klaus, Klaus, accenda il televisore. Deve vedere, non ci crederà mai, sta succedendo’. Che cosa? Anche se le immagini scorrevano sullo schermo, era troppo incredibile per essere vero. Il muro era aperto e i berlinesi dell’Est confluivano in massa a Ovest”.
“Il Muro – prosegue il sindaco - è da sempre parte della mia vita. Sono nato nel 1953 e ho trascorso tutta la mia vita a Berlino. Quando ero bambino, la nostra casa non era molto distante dal Muro. Ne ho visto la costruzione e la fine.” La barriera in cemento armato circondava il perimetro di Berlino Ovest per 167,8 chilometri, isolando la città dal resto del mondo. “Sono stati anni terribili, caratterizzati da un clima di oppressione e di paura per tutti i berlinesi, e non solo”, aggiunge Wowereit.
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Speciale sul Muro, 1989-2009