Il pil italiano tornerà positivo già nel 2010 con un +0,7%, mentre nel 2009 la flessione sarà del 4,7%. Questo il dato contenuto nelle previsioni economiche d'autunno, pubblicate oggi dalla Commissione Europea. La contrazione prevista per l'anno in corso è un ritocco al rialzo rispetto alle previsioni intermedie, pubblicate in settembre (quando si parlava di -5,0%), ma in ribasso rispetto alle previsioni economiche di primavera (-4,4%). Per il 2011 la Commissione prevede in Italia un incremento del Pil pari all'1,7%.
Leggermente migliore l'andamento dell'Eurozona il cui Pil vedrà una contrazione del 4% nel 2009, ma crescerà dello 0,7% nel 2010, per arrivare all'1,5% nel 2011.
Previsioni negative invece sul debito italiano che è destinato a salire al 114,6% nel 2009, al 116,7% nel 2010 e al 117,8% nel 2011. "Il grosso dell'aumento del 2009 - spiega la Commissione - è dovuto ad un calo del pil", ma "guardando avanti, l'interazione tra i livelli di pagamento del debito e il basso potenziale di crescita sottolinea l'importanza di aumentare la bilancia primaria in modo da mettere il tasso di debito molto alto su un percorso di calo ancora una volta".
La Commissione si sofferma poi sull'aspetto occupazionale della crisi, sottolineando che il mercato del lavoro in Italia andrà peggiorando nei prossimi mesi, per 'stabilizzarsi' solo nel 2011, ma si dovrà evitare ogni "abuso" della Cassa integrazione guadagni. Secondo la Commissione, infatti, mentre "la creazione di valore aggiunto (la produzione, n.d.r.) è destinata a riprendersi lentamente, sono attese ulteriori perdite di posti di lavoro nel resto del 2009 e nel 2010 a causa del impatto ritardato della forte contrazione economica sul mercato del lavoro".
Complessivamente, avverte ancora Bruxelles, "il tasso (di disoccupazione) è destinato a continuare ad aumentare nel 2010 a causa del previsto ulteriore declino dell'occupazione, per stabilizzarsi nel 2011".