Lo stabilimento di Colleferro (Roma) rischia di chiudere entro nove mesi. Si diffonde la notizia di un sequestro di tre manager. Rsu Filcem: "Protesta nelle regola". Uno dei tre dirigenti raggiunto al telefono: "Nessuna intimidazione"
“Oggi era previsto un incontro con il Cae (il coordinamento aziendale europeo,
ndr), poi sono arrivati i manager e noi siamo andati su con tutti i lavoratori per parlare del nostro sito qui a Colleferro, per il quale chiediamo certezze da oltre un anno e mezzo. Stamattina al tavolo ci hanno detto che se non arrivano le commesse fra nove mesi ce ne adiamo tutti a casa. Per questo ci siamo seduti lì fuori, per manifestare, com’è ovvio, il nostro dissenso, Ma non c’è stata alcuna intimidazione”. Cosi Artemio Fanella, Rsu della Filcem Cgil alla Alstom, raggiunto al telefono da rassegna.it, fa chiarezza su quanto avvenuto oggi nella fabbrica alle porte di Roma dove inzialemente si era parlato di un e proprio sequestro. Attualmente è in corso una riunione all’interno del sito con l’assessore al Lavoro della Regione, Alessandra Tibaldi, e rappresentanti dei lavoratori e dell’azienda, ma la situazione viene descritta come pacifica.
“Poi – continua Fanella nel suo racconto – sono uscite tutte queste notizie del sequestro, ma la nostra è stata una dimostrazione pacifica. Noi produciamo treni, ce n’è bisogno in Italia, e siamo stufi del fatto che stanno ‘giocando’ con noi”. Due anni fa gli operai erano 380, oggi sono soltanto 150 di cui circa cui 50 in cassa integrazione. “Avremo o no diritto a un dissenso – insiste Fanella – peraltro pacifico? Qui ci hanno fatto tante promesse, hanno parlato di un sito di eccellenza, e poi oggi ci dicono che non c’è più manutenzione e quindi tra nove mesi si chiude. Faremo sicuramente altre iniziative ma sempre nelle regole, senza mettere in discussione la dignità degli altri come forse altri stanno facendo. L’età media qui è di quarant’anni, vogliamo lavorare e portare avanti le nostre famiglie anche se sappiamo che la situazione è difficile, non solo alla Alstom ma in molte altre aziende a Colleferro”.
LA GIORNATA. Gli operai della Alstom di Colleferro, in provincia di Roma, da stamani (6 ottobre) a mezzogiorno avrebbero impedito a tre manager di uscire dalla fabbrica dopo un incontro nel quale hanno appreso che lo stabilmento chiuderà entro nove mesi. I tre dirigenti sono il francese Bruno Juillemet, vice presidente delle risorse umane, Francesca Cortella, direttore personale di Milano e Riccardo Pierobon, dell'ufficio comunicazione di Milano. È proprio quest'ultimo a smorzare i toni: “Si tratta di una protesta legittima, civile, non siamo sequestrati e non abbiamo subito intimidazioni. Abbiamo rassicurato i Carabinieri che sono venuti sul sito”, ha fatto sapere all'
Adnkronos, confermando però che il futuro del sito è in bilico. “Ad oggi - sottolinea infatti Pierobon - non abbiamo contratti di manutenzione e il carico di lavoro si esaurirà fra nove mesi. Abbiamo iniziato una discussione sul futuro dello stabilimento che potrebbe essere problematico”, anche se al momento “non abbiamo parlato ancora di chiusura”.
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I tre manager sono stati trattenuti al termine di una riunione con i rappresentanti sindacali negli uffici della direzione da dove gli oltre cento operai della fabbrica non fanno uscire nessuno. "I lavoratori stanno manifestando ma la situazione è calma", afferma sempre all'Adnkronos il sindaco di Colleferro, Mario Cacciotti, che si è recato sul posto per cercare una mediazione. "Gli animi sono esasperati - spiega - perchè oggi è stato comunicato ai dipendenti che lo stabilimento ha nove mesi di vita".
CGIL POMEZIA: IN AZENDA CLIMA PESANTE. “È la dimostrazione di un'esasperazione, di un clima pesante che, in particolar modo in quella fabbrica, c'è da diverso tempo". Così Pino Cappucci, segretario generale della Camera del Lavoro della Cgil di Pomezia-Castelli. Tuttavia, specifica, "la situazione a Colleferro è tranquilla sotto il profilo dell'ordine pubblico".
SACCONI: DRAMMATIZZAZIONE DEI MEDIA. “In relazione all'annunciato sequestro di tre manager della Alstom di Colleferro, che in ogni caso non potrebbe essere accettato perché si tratterebbe di violenza sulle persone in un Paese che ha conosciuto il terrorismo, ho potuto appurare tramite il ministro dell'Interno che per fortuna la libera circolazione dalla e per la fabbrica è garantita da una presenza di carabinieri”. Così il ministro del Welfare Maurizio Sacconi. “Si tratterebbe quindi - aggiunge - di un tentativo di drammatizzazione mediatica che non può essere assecondato perché costituirebbe un pericoloso precedente”.
I NUMERI DELLA ALSTOM. È un colosso francese che costruisce treni e navi in 70 paesi nel mondo. Occupa 76.000 impiegati di cui 2.500 in Italia negli stabilimenti di Sesto San Giovanni, Savigliano, Bari, Bologna, Verona e Colleferro. Da tempo il management lamenta una forte contrazione delle commesse. A Colleferro ci sono attualmente 40 operai in cassa integrazione.