Turismo: rinnovo ccnl, trattative partono in salita
Iniziano in salita le trattative per il rinnovo del contratto del turismo. Nei giorni scorsi infatti le parti datoriali aderenti alla Confcommercio (Fipe, Federalberghi Faita, Federreti e Fiavet), ancor prima di iniziare la riunione plenaria, hanno convocato “in ristretta” i segretari nazionali della Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil per porre una condizione per l’avvio del negoziato: che siano risolte le difficoltà relative ad alcuni punti del contratto nazionale precedente, l’orario di lavoro e l’apprendistato. Lo rende noto la stessa Filcams Cgil in una nota.
Contrariato e perplesso il segretario nazionale della Filcams Cgil Maurizio Scarpa “Perché la discussione di questi argomenti viene posta come vincolo per l’apertura della trattativa? I temi in questione, apprendistato e orario di lavoro, fanno parte della piattaforma”, spiega il segretario, “quindi non abbiamo nessun problema a trattarli. Mandiamo in stampa il vecchio contratto e riapriamo il confronto a partire da subito. Ma forse è vero”, prosegue Scarpa, “come hanno detto Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, che non c’è la volontà di aprire le trattative.”
"Noi riteniamo che vada aperta in fretta la trattativa”, afferma ancora Maurizio Scarpa, “non c’è nessuna coda contrattuale, nessun’approfondimento da ridefinire, si era trovato un accordo su tutto. Il precedente contratto è stato siglato, e deve essere mandato in stampa, poi possiamo riaprire il confronto per il nuovo”.
Il primo incontro si è concluso in tarda serata; con l’appuntamento al 10 novembre. Intenzione delle organizzazioni sindacali è quella di aprire il confronto a 360°, respingendo qualsiasi pregiudiziale, che appaiono molto strumentali.
Iniziato su un altro tavolo anche il confronto in Confindustria con le parti datoriali rappresentate da Aica e Federturismo. Positive, secondo la Filcams Cgil, le "attenzioni dimostrate sulla necessità di definire delle basi comuni per dare una spinta al settore". Tuttavia, per il sindacato questo "non deve essere un motivo per rallentare il negoziato".
"Dobbiamo aprire due tavoli - afferma ancora il segretario Scarpa - un tavolo istituzionale per discutere del rinnovo contrattuale, ed uno per decidere le richieste comuni da fare al governo, senza confondere le competenze dei diversi tavoli, e ponendo sempre l’attenzione alle esigenze dei lavoratori e non facendo mai prevalere altri interessi”.