“Penso sia arrivato il tempo di riprenderci un po' la parola” ha affermato la vice presidente della Camera, Rosy Bindi, nel corso della puntata di Elleradio, trasmissione di
RadioArticolo1 intitolata “Voce, lavoro, potere di donne”. “Abbiamo alle spalle una estate che ci ha visto ridotte ad un corpo desiderabile o meno, utilizzate come strumento per corrompere il potere - ha detto tra l’altro la Bindi - ed allora bisogna ricordare che ci sono donne straordinarie che stanno dando il meglio di sé in tutti i settori della vita sociale: la ricerca, la cultura, il lavoro, il sindacato, la politica, le professioni, le imprese. Tutto questo oggi non viene valorizzato sufficientemente neppure dalle stesse donne che forse hanno un po’ smarrito il senso di quello che Giovanni Paolo II chiamava il genio femminile, ovvero la risorsa che rappresentano per questa società. L’altro aspetto è che le donne stanno pagano i prezzi più alti crisi come sempre è successo, e comunque stanno pagando i prezzi più alti di ogni condizione umana: le immigrate, le donne che perdono il lavoro, chi ha un rapporto precario, per non parlare della situazione della donna in questo paese che ancora non ha nessun aiuto vero, reale nel conciliare la sua vita di famiglia con i suoi impegni di lavoro, politici, associativi”.
“Io penso che bisogna riannodare i fili della nostra storia”, ha concluso la Bindi. “Io non sono mai stata femminista, ma le giovani generazioni debbono rendersi conto ed essere consapevoli che se non ci fosse stato un periodo serio di lotte del movimento delle donne i risultati - ancorchè non soddisfacenti - della condizione delle donne oggi non ci sarebbero. Ci sono tanti problemi, ma si è fatta anche tanta strada e questa strada non è stata gratis, ma il frutto di chi ha sempre considerato la condizione femminile come una condizione che aveva ancora bisogno di emancipazione, di riconoscimento e di dignità. E riannodare i fili della nostra storia serve anche a combattere la cultura della destra che nega ogni necessità di riflessione e di attenzione sulla condizione della donna. E dobbiamo deciderci ad avere finalmente con il potere un rapporto sereno. Il potere non è maschile: il potere è il potere e se non lo si esercita si è tagliati fuori dalla possibilità di prendere delle buone decisioni per la propria comunità".