Arc Automotive: 200 in cig, "Lavoro, non assistenza"
“Siamo qui per ricordare ancora una volta alle istituzioni che la nostra azienda ha cessato di esistere dalla mattina alla sera e 197 lavoratori sono rimasti in mezzo a una strada”. A dirlo sono i lavoratori della Arc Automotive di Colleferro (Roma), che la settimana scorsa hanno partecipato a Roma a uno dei presidi della Cgil a tutela delle aziende in crisi e dei lavoratori precari.
“Sentiamo ancora poco parlare di questa crisi – scrivono in una lettera a rassegna.it i lavoratori in cassa integrazione – che ricordiamo investe 197 famiglie. La situazione è difficile, ricordiamo che la Arc è stata fondamentale per lo sviluppo di Colleferro, la sua chiusura ha segnato in maniera profonda le nostre vite e il territorio con conseguenze sociali e devastanti. Adesso, dopo un anno di cassa integrazione straordinaria, tra ritardi di pagamenti e altre peripezie passati tra regione e ministeri, abbiamo ottenuto anche il secondo anno di cassa integrazione che, a nostro avviso, non deve servire solo da ammortizzatore sociale, ma come elemento traghettatore che affiancato alla formazione professionale ci dia la possibilità di tornare a lavorare”.
Da parte dei politici del territorio e dall’assessore regionale al Lavoro Alessandra Tibaldi, prosegue la lettera, “sono stati presi seri impegni affinché in questo nuovo anno gran parte di questi lavoratori vengano inseriti in nuove realtà lavorative che stanno investendo nel nostro territorio. Aspetteremo fiduciosi, ma se non avremo delle garanzie necessarie saremo costretti a protestare pubblicamente, sperando che tutto ciò avvenga al più presto, perché vogliamo ancora una volta ricordare che il lavoro ci nobilita, l’assistenza ci deprime”.