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I ministri Ue approvano il documento sul clima

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Il testo indica la riduzione delle emissioni di Co2 dell'80-95%, rispetto ai livelli del 1990, entro il 2050. Ma è vincolato da analoghi impegni degli altri paesi. Per Greenpeace e Wwf passi avanti, ma non basta. “A Copenhagen bisogna fare di più”

Foto di Roberto_Rizzato (da Flicrk) (immagini di Davide Orecchio)
I ministri dell’Ambiente della Ue, riuniti in Lussemburgo, hanno approvato il documento sul clima. Il testo fissa l’obiettivo di riduzione delle emissioni di Co2 dell'Unione europea dell'80-95%, rispetto ai livelli del 1990, entro il 2050: è la base negoziale per la conferenza Onu a Copenaghen del prossimo dicembre. I ministri delle Finanze dell'Ue, riuniti nell'Ecofin, non hanno però raggiunto un’intesa per quanto riguarda la ripartizione degli oneri finanziari tra gli Stati membri.

L’accordo sulla riduzione di C02, inoltre, è vincolato all’assunzione di impegni analoghi da parte degli altri paesi sviluppati in un “contesto globale”.

La Ue si impegna anche a fare pressioni sulle compagnie aeree e di navigazione perché riducano del 10% le prime, e del 20% le seconde le proprie emissioni. Nessun accenno, invece, alla possibilità che i paesi dell’Europa Orientale vendano i propri permessi di emissione, minando l’obiettivo globale.

Per Greenpeace “gli impegni europei di riduzione delle emissioni di gas serra non sono stati allineati con quanto indicato dalle analisi scientifiche”. L’associazione ambientalista ritiene “che la decisione di oggi non sia abbastanza ambiziosa per permettere di sbloccare lo stallo dei negoziati di Copenaghen”. Greenpeace “esorta i leader europei ad aumentare gli impegni di riduzione delle emissioni, in modo da sbloccare i negoziati di Copenaghen e proteggere i cittadini europei dai più disastrosi effetti dei cambiamenti climatici”.

Poco più di sei in pagella, ai ministri Ue, anche dal Wwf, che parla di risultati “soddisfacenti ma non significativi”. “Il Consiglio – sostiene l'associazione ambientalista - doveva preparare il terreno per il Consiglio Europeo dei Capi di Stato e di Governo della settimana prossima e per i negoziati sul clima di dicembre a Copenhagen”. Ci sono “in agenda gli obiettivi europei di riduzione delle emissioni al 2020 e al 2050 – prosegue il Wwf - così come lo sviluppo di politiche sulla gestione forestale, i futuri mercati del carbonio e altre questioni correlate”. Per il Wwf “è stato approvato un importante obiettivo di riduzione delle emissioni europee dell'80-95% entro il 2050, ma solo una riduzione del 95% sarebbe in linea con l'obiettivo di mantenere l'aumento della temperatura media globale entro il limite cruciale dei 2°C”. “Inoltre, l'Europa - sottolinea ancora l'associazione ambientalista - ha proposto obiettivi di riduzione per i settori aereo e marittimo, un'area finora mai contemplata dagli accordi internazionali; gli obiettivi sono ancora troppo bassi, ma il principio passato è importante. Il testo afferma infine che un eccesso dei crediti di emissione a disposizione in molti Paesi, la cosiddetta 'hot air' o le quote in più, andrà a danno di qualunque obiettivo futuro ed è una questione che va risolta”. “Sebbene sia un'affermazione decisamente troppo debole, -aggiunge- è un compromesso che tiene la porta aperta alla possibilità che questa questione venga trattata dal Consiglio Europeo”.

Tra i sindacati, “la Cgil valuta positivamente la notizia degli impegni assunti oggi dal consiglio europeo dell'Ambiente. Il messaggio dell’Europa al mondo è chiaro, così come è stato salutato il documento, ma ora è prioritario lavorare per costruire a Copenaghen un accordo condiviso ed esigibile e che quindi indichi obiettivi, tempi e risorse, secondo il principio della responsabilità condivisa ma differenziata”,. Lo afferma la segretaria confederale della Cgil, Paola Agnello Modica. “A tal fine - aggiunge la dirigente sindacale - è indispensabile che i paesi industrializzati si facciano carico delle proprie responsabilità storiche e, in questo senso, preoccupa la mancata decisione sulle risorse ieri in sede Ecofin. La Cgil - conclude Agnello Modica - auspica che il consiglio dei capi di stato europei di fine ottobre dia risposte adeguate all’ineludibile esigenza di contrastare i cambiamenti climatici”.



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TAGS greenpeace ambiente cgil clima anidride carbonica wwf

21/10/2009 18:20

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