Monta la protesta alla ex Videocolor, acquistata 4 anni fa dal gruppo indiano Dhoot e oggi sull’orlo della chiusura. Clima teso dopo l'avvio della mobilità per tutti i 1.350 dipendenti. In giornata la solidarietà della Filcem Cgil: "Clamoroso voltafaccia"
Occupata la Videocon di Anagni. Dopo le manifestazioni di oggi pomeriggio (19 ottobre), con gli operai che erano saliti sui tetti dello stabilimento per contestare la decisione dell’azienda di dare avvio alle procedure di mobilità (in violazione dell’accordo raggiunto lo scorso 7 ottobre al ministero dello Sviluppo economico), le Rsu e le organizzazioni sindacali hanno deciso la clamorosa iniziativa.
I rappresentanti dei lavoratori dichiarano che la protesta non cesserà fino a quando il gruppo Dooth, - proprietario della fabbrica di tv, che sorge nel territorio di Anagni, in Ciociaria, ma ha dato per oltre quaranta anni lavoro a migliaia di persone provenienti anche dalle regioni vicine - non ritirerà la mobilità, chiedendo un nuovo periodo di cassa integrazione, necessario per vagliare le proposte di nuovi investitori interessati a rilevare le attività e a garantire i livelli di occupazione attuali.
L’azienda si difende rinviando le responsabilità alla Regione Lazio, che non avrebbe ancora rimborsato il gruppo dei fondi già anticipati per finanziare la vecchia cassa integrazione (dai 6 ai 7 milioni di euro).
Un chiarimento dovrebbe aversi, comunque venerdì prossimo, giorno in cui è stato convocato un incontro, proprio presso la Regione Lazio, in cui gli assessori competenti dovrebbero presentare la determina che garantisce la disponibilità di fondi per finanziare il nuovo periodo di cassa integrazione.
In ogni caso, i lavoratori proseguiranno l’occupazione fino al ritiro della mobilità. In queste ore gli occupanti hanno ricevuto numerose visite di solidarietà da esponenti politici di diversa estrazione della zona. Lo stabilimento è sorvegliato dai carabinieri ma, finora, la situazione per quanto tesa non desta preoccupazioni.
(T.T)
LA GIORNATA. La rabbia e lo sdegno dei lavoratori “Videocon”, la multinazionale indiana che produce e assembla televisori al plasma, sale sui tetti dello stabilimento di Anagni, in provincia di Frosinone. “È accaduto – afferma Francesco Fontanelli, segretario nazionale della Filcem Cgil – dopo la decisione dei vertici aziendali che, con un clamoroso voltafaccia, hanno deciso di avviare le procedure di mobilità per tutto il personale (1.350 lavoratori,
ndr), nonostante nel recente incontro del 7 ottobre scorso il ministero dello Sviluppo Economico e la Regione Lazio avessero assicurato la prosecuzione della cassa integrazione straordinaria fino alla primavera del 2010, proprio per consentire una soluzione industriale alla vertenza”. "Eppure – prosegue il dirigente sindacale – il prossimo 26 ottobre era già programmato un incontro con la proprietà indiana proprio per conoscere i nuovi soggetti imprenditoriali interessati a rilevare lo stabilimento di Anagni". Intorno allo stabimento si respire un clima molto teso che non promette niente di buono, mentre bisogna regsitare "una sfacciata insensibilità sociale dell'azienda – conclude Fontanelli, solidarizzando con gli operai in lotta – che non ha nemmeno atteso la firma del decreto per il proseguimento della cassa integrazione, prevista per la fine di questa settimana”.
Per saperne di più
»
Videocon, come si uccide una fabbrica
»
La storia, "L'unica cosa che conta è lo stipendio"
»
Foto di fabbrica: carica le tue
»
Sindacalisti nella tempesta
(ultimo aggiornamento ore 21:30)