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Tremonti: "Meglio il posto fisso"

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Il ministro: "E' la base per un progetto di vita e della famiglia, per me la mobilità non è un valore assoluto". Sulla partecipazione agli utili: "Meglio la compartecipazione che la cogestione". Epifani: "Sul posto fisso che dice Confindustria?"

foto di Attilio Cristini (immagini di foto di Attilio Cristini)
Tremonti ci ripensa. La mobilità in salsa americana del mercato del lavoro non è più l’obiettivo da raggiungere. Il ministro del’Economia fa marcia indietro e decide che la stabilità del posto di lavoro è diventata "un obiettivo fondamentale", mentre la mobilità "di per sé non è un valore". Tremonti lo ha detto intervenendo ad un convegno sulla partecipazione dei lavoratori all'azionariato delle imprese organizzato da Banca popolare Milano e a cui partecipavano anche i segretari di Cgil, Cisl e Uil: Epifani, Bonanni e Angeletti.

Per Tremonti” in strutture sociali come le nostre, il posto fisso credo sia la base su cui si possa organizzare il tuo progetto di vita, la tua famiglia. La variabilità del posto di lavoro, l'incertezza, l'immobilità, per alcuni sono un valore - ha concluso il ministro - ma per me, onestamente, no”. Per quanto riguarda il tema del convegno, e cioè la partecipazione dei lavoratori gli utili, il titolare di via XX Settembre ha affermato: 'Questo Paese ha meno bisogno della cogestione e più bisogno della compartecipazione da parte dei lavoratori nelle imprese”.

'La cogestione, come nascita di figure imprenditoriali miste mi sembra meno positiva - ha continuato - mentre credo sia più positiva l'informazione sulla gestione dell'impresa. Un conto però è avere informazioni sulla gestione, un conto avere la corresponsabilità in un ibrido imprenditoriale”. 'Il meccanismo compartecipativo - prosegue il ministro - può anche avere forme diverse. Quando hai, ad esempio, un favore fiscale sulla detassazione degli straordinari, identifichi già il nucleo di partenza di una diversa logica contrattuale”.

Nel discorso di Tremonti, però, non poteva mancare l’ormai solito affondo sulle banche. Ma stavolta il richiamo è alla Costituzione. Per il ministro, la Carta contiene in materia economica principi "validi", ma poco applicati, tanto che per un decennio le banche hanno potuto in qualche modo controllare "la grande proprietà" industriale, nonostante la Costituzione stabilisse ben altro. "Nella nostra Costituzione, che considero ancora valida nella parte dei principi - ha continuato - c'è un confronto tra le diverse culture che animavano lo spirito di quel tempo, quella cattolica, quella comunista e quella liberale. La sintesi sta nell'articolo sulla proprietà industriale, dove si dice che “la Repubblica tutela il risparmio, favorisce l'accesso alla proprietà e all'azionariato popolare dei grandi complessi produttivi del paese”".

In realtà, nota Tremonti "la Costituzione non è stata pienamente applicata, perché è successa una rotazione rispetto a quei principi formali. Se la Costituzione diceva questo, applicazione e legislazione hanno detto l'opposto. Per un decennio si è organizzato un sistema che ha sfavorito i titoli di proprietà e ha favorito i titoli di debito, un criterio per cui la grande proprietà industriale doveva in qualche modo essere controllato dal sistema bancario. Credo che un ritorno alla Costituzione ci possa portare a concrete e non poco remote applicazioni”.

Relativamente alle nuove posizioni del ministro sul posto fisso, il leader della Uil Luigi Angeletti ironizza. Tremonti è 'come se fosse iscritto alla Uil', ha detto. Angeletti. 'Non so se gli farà piacere - ha spiegato - ma e' così'. Il segretario della Cgil Guglielmo Epifani, invece, preferisce girare a Confindustria le domande che i giornalisti gli pongono su Tremonti. Un commento su queste posizioni 'lo farei fare a Confindustria', ha detto.



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TAGS mercato del lavoro partecipazione tremonti lavoro

19/10/2009 15:16

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a treco' ma credi che siamo degli imbecilli?va be' che berlusca ha il controllo dei media ma.....tutto l'agire di questo governo e del precedente(2001)era teso ad abbassare le tutele,i diritti e i salari(con gran goduria di confindustria).ora senza preavviso e tomo tomo cacchio cacchio ti vuoi spacciare per un difensore dei lavoratori???spero che gli "italiani"che vi hanno votati abbiano il buonsenso di trarre le dovute conseguenze.un politico va giudicato per quel che fa e non per cio'che dice!
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Intendiamoci,è lo stesso Tremonti Giulio che tanto fieramente si ergeva a fiero fustigatore dell'abitudine hai condoni fiscali e via blaterando?Come si fa a credere a costui?E'un'arma di distrazione di massa,il vero scopo è distogliere l'attenzione,parlare d'altro,non mi stupirei se da un giorno all'altro,preso dalla foga esibisse anche la tessera della fiom!

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