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Tremonti inventa la Banca del Mezzogiorno

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Dal cdm via libera al ddl che crea un istituto per il meridione d’Italia. Previsto "uno stanziamento di 5 milioni" finalizzato al piccolo e medio credito. Critiche interne al governo e dall'opposizione: "Non c'è progetto"

foto di Attilio Cristini (immagini di foto di Attilio Cristini)
Il nome sarà “Banca del Mezzogiorno”, perché “Banca del Sud” era già stato registrato da qualcuno a Napoli. Sarà un istituto in cui “non si parlerà inglese", disegnato sul modello francese del Credit Agricole, in cui lo Stato avrà solamente un ruolo da “socio promotore”. E’ questo il progetto presentato dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti, in una conferenza stampa approntata pochi minuti dopo l’ok del Consiglio dei ministri al ddl che istituisce un istituto di credito per il meridione d’Italia.

“Il Mezzogiorno – ha detto Tremonti - è l'unica grande regione in Europa senza una banca propria. Ci sono banche che fanno attività nel sud ma non sono espressione del territorio”. L'idea parte "da un mio articolo nel settembre del 2004", ha continuato Tremonti che ha poi sottolineato:"In Veneto c'e' stato un grande sviluppo perché c'erano banche proprie sul territorio". La Banca del Mezzogiorno, ha insistito, si rivolgerà proprio al piccolo imprenditore.

Il progetto del cdm è finalizzato a dare impulso al piccolo e medio credito, perché "i grandi numeri si fanno con i piccoli numeri". La logica "sarà quella dell'albergo che vuole ampliarsi o dell'esercente balneare che vuole aprire una pizzeria". Per la Banca del Mezzogiorno il decreto 112 prevede "uno stanziamento di 5 milioni di euro per far funzionare il Comitato promotore e finanziare quota dello Stato". Comunque, ha spiegato il titolare del dicastero di via XX Settembre, "non servono neanche quei 5 milioni di euro, il ruolo dello Stato, più che sui soldi" è focalizzato sul "disegno e l'impegno". Il governo "deve fare il governo" e farà "un piano per il sud".

Ora la palla passa al Parlamento. Tremonti auspica una discussione "intensa ma veloce", anche se il disegno di legge, a suo dire, "rappresenta una proposta aperta" mentre il governo avrà nell'operazione un compito "di stimolo".

Il governo in realtà non è apparso compatto sul disegno di Tremonti. Secondo quanto si apprende da fonti governative, aspre critiche al provvedimento sono arrivate da Raffaele Fitto, che nonostante fosse ministro 'concertante' non ha firmato il testo. In Cdm, tra l’altro, l'esponente pugliese del Pdl avrebbe definito "inefficace" la Banca del Sud, chiedendo che le osservazioni critiche venissero messe a verbale. Fitto ha comunque votato a favore del provvedimento, raccogliendo l'invito all'unità rivolto da Silvio Berlusconi al termine dell'animata discussione. Le stesse posizioni sono state espresse da Stefania Prestigiacomo, che considera quello della banca uno strumento non idoneo a rilanciare il Mezzogiorno e colpevole di sottrarre risorse ad altri interventi. Il ministro dello Sviluppo Claudio Scajola, in ogni caso, ha ricevuto dal cdm il compito di coordinare i ministri interessati al Piano per il Mezzogiorno.

'Per il Sud c'e' un coordinatore del piano, ma non c'e' il piano stesso, se non la Banca del Mezzogiorno, una sorta di consorzio Fidi per il credito, anche di secondo livello, che poteva essere realizzato senza il mega progetto di una banca”. E stata questa la critica mossa al disegno da Ludovico Vico, deputato pugliese del Pd. La Banca del Mezzogiorno, anche secondo Roberto Occhiuto, capogruppo Udc in commissione Finanze della Camera rischia di essere "uno specchietto per le allodole che serve, probabilmente, a nascondere i ritardi del Governo e le divisioni nella maggioranza sulla questione del Sud". Per il segretario generale della Uil Luigi Angeletti, invece, l’istituto è "sicuramente una cosa importante, speriamo solo che funzioni e che raggiunga gli obiettivi prefissi". Per il Presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, d’altro canto, è importante che “un'area vasta e rilevante come il Mezzogiorno abbia una propria banca di riferimento dedicata agli investimenti nel Meridione e che si sia messo a punto lo strumento dei Sud-bond per il sostegno delle piccole e medie imprese".

Il progetto della Banca del Sud, invece, era stato bocciato già in mattinata da Mariella Maggio, segretaria generale della Cgil siciliana. “Per come viene anticipato dalla stampa ci lascia perplessi – ha detto -. Non siamo d'accordo all'ipotesti di una gestione centralizzata degli interventi e riteniamo che non possa essere l'unico strumento per il sostegno allo sviluppo".



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TAGS banca del sud

15/10/2009 16:19

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