"Il primo obiettivo del millennio, che aveva come target di dimezzare il livello degli affamati entro il 2015, è ormai irraggiungibile". Così Marco De Ponte, segretario generale di ActionAid, commenta il Sofi, il 'Rapporto sull'insicurezza alimentare' presentato oggi dalla Fao. "Ogni sei secondi un bambino muore di fame, ma questo scandalo potrebbe facilmente essere eliminato, se tutti i governi intervenissero in modo determinato", sostiene De Fonte, secondo cui a questo punto "è necessaria una veloce e decisa inversione di marcia, per non vedere peggiorare ancora questi numeri".
Per il segretario generale di ActionAid "basterebbe seguire le politiche adottate dai governi del Brasile e della Cina, oppure come quelli del Ghana, del Vietnam e del Malawi. Sono questi i Paesi in testa alla classifica, stilata da ActionAid, sui Governi che stanno mettendo in atto le politiche migliori per combattere il problema della fame". Nel rapporto 'Chi sta veramente combattendo la fame?', spiega De Ponte, ActionAid ha analizzato il lavoro di 51 governi e "le sorprese sono state molte: la Cina, ad esempio, si classifica seconda tra i paesi in via di sviluppo, poiche' ha ridotto i numeri della fame di 58 milioni in 10 anni attraverso un deciso supporto dello Stato per i piccoli contadini". Al contrario, conclude, "in India più di trenta milioni di persone in più vanno a letto affamate, rispetto alla fine degli anni Novanta".
(Redattore Sociale)
Fao, un miliardo gli affamati nel mondo