Salta il ddl per dare più protezioni agli omosessuali. Un emendamento dell'Udc votato dal Pdl lo giudica incostituzionale: "Viola il principio di uguaglianza". Scontro maggioranza-opposizione. E in casa Pd scoppia il caso Binetti
Salta il disegno di legge per tutelare gli omosessuali. La Camera ha infatti approvato con 285 voti a favore, 222 contrari e 13 astenuti la pregiudiziale di incostituzionalità presentata dall'Udc al ddl Concia: sparisce così dall'ordine del giorno di Montecitorio l'esame del provvedimento che voleva introdurre l'aggravante della discriminazione sessuale nelle aggressioni personali. La bocciatura è arrivata oggi, 13 ottobre, non senza sorprese: la maggioranza, infatti, insieme all'Udc aveva chiesto un rinvio in Commissione del testo che raccoglieva parecchie perplessità. Ma una volta in Aula il Pdl ha cambiato idea e ha votato per il proseguimento dell'esame con l'immediata votazione della pregiudiziale di costituzionalità, col risultato di scrivere la parola fine alla discussione sul ddl.
Secondo l'assemblea di Montecitorio la legge avrebbe infatti violato il principio di uguaglianza (articolo 3 della Costituzione): "Non essendo possibile accertare nell'interiorità dell'animo l'autentico movente che spinge alla violenza – si legge –, ne conseguirebbe che chi subisce violenza, presumibilmente per ragioni di orientamento sessuale, riceverebbe una protezione privilegiata rispetto a chi subisce violenza tout cour".
POLEMICHE IN CASA PD. Immediate le polemiche in Aula tra maggioranza e opposizione, con forti malumori anche all'interno del Pd dopo che la deputata dei democratici Paola Binetti ha votato insieme al centrodestra. "È un problema - commenta il segretario Dario Franceschini –, un signor problema. La legge è stata bocciata dalla destra ed è una vergogna, perché dopo che tanti si erano detti disponibili a norme contro l'omofobia, che non dovrebbero avere colore politico, hanno votato compatti insieme all'Udc per bloccare la legge. La risposta che si dà agli omosessuali è che la legge non si fa, dovrebbero vergognarsi". Non si fa attendere la risposta di Binetti: "Per come era formulata la legge – dice –, le mie opinioni sull’omosessualità potevano essere individuate come un reato, le mie e quelle di tante altre persone. Il testo era ambiguo, io ho votato per rinviarlo in Commissione e migliorarlo ma la richiesta di rinvio è stata bocciata. C’era un’ambiguità che giustificava le mie riserve".
CONCIA: MI VERGOGNO DI QUESTO PARLAMENTO. "C'è rabbia e la delusione, è stata affossata una legge su cui ho sputato il sangue", dice la prima firmataria del ddl, Anna Paola Concia: "Mi vergogno di far parte di questo Parlamento – aggiunge – . Il Pdl ha detto solo bugie. Frattini, Carfagna, Alemanno... Sono tutti sbugiardati. Hanno detto che è incostituzionale una legge che hanno votato in Commissione". Concia ne ha anche per il suo partito: "Ha cambiato idea all'ultimo e ha votato contro il rinvio in Commissione, che avrebbe lasciato in vita la legge: lì avremmo fatto di tutto per portarla a termine, e invece ora c'è campo libero e faranno la 'leggina Carfagna'".
I 'FINIANI' VOTANO CON L'OPPOSIZIONE. Divisioni anche nel Pdl,: nove deputati delle corrente "finiana" hanno infatti votato contro la pregiudiziale di incostituzionalità e si sono registrate anche dieci astensioni. Chi vuole smorzare i toni è il ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna: "Mi farò garante, come ministro competente, di riparare all'errore commesso dal Partito democratico, proponendo al Consiglio dei ministri un disegno di legge che preveda aggravanti per tutti i fattori discriminanti previsti dal Trattato di Lisbona, compresi quelli dell'età, della disabilità, dell'omosessualità e della transessualità".