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Cdm non scioglie il comune di Fondi

Nominato un commissario e fissate nuove elezioni a marzo. Da oltre un anno è sul tavolo del governo la richiesta di scioglimento per infiltrazioni mafiose. Fp Cgil: "Precedente pericoloso". L'opposizione contro Maroni: gli stessi possono ricandidarsi

autore: k21991, da flickr (immagini di k21991, flickr)
Il Consiglio dei ministri non scioglie il Comune di Fondi, si limita a nominare un commissario per sostituire il sindaco dimissionario, Luigi Parisella, e indice nuove elezioni a marzo. E' quanto si apprende al termine del Cdm di oggi (9 ottobre). La richiesta di sciogliere il comune in provincia di Latina era sul tavolo del dicastero degli Interni da più di un anno. Un documento, redatto dalla prefettura di Messina e da rappresentanti delle forze dell'ordine, indica continuguità con la mafia, assunzioni sospette, speculazioni edilizie, scambi di voti. Secondo il testo, inoltre, i soldi della 'ndrangheta sarebbero stati reinvestiti a Fondi in cantieri e negozi.

Fp Cgil, precedente inaccettabile
"La triste vicenda del mancato scioglimento per infiltrazioni mafiose del Consiglio Comunale di Fondi sembra non aver fine”. E’ il commento del segretario generale della Fp Cgil, Carlo Podda, insieme al segretario generale di Roma e Lazio, Gianni Nigro. “Dopo l'ennesimo rinvio nel Consiglio dei ministri della settimana scorsa e le dimissioni del Consiglio Comunale, avvenuta con una tempistica che solleva dubbi inquietanti sulle reali intenzioni dell'esecutivo – spiegano i sindacalisti -, oggi il governo accetta le dimissioni senza procedere allo scioglimento per infiltrazioni mafiose. Un fatto gravissimo, che di fatto costituisce un precedente inaccettabile: da oggi sarà possibile scavalcare le procedure con una semplice dimissione in Consiglio”. Si tratta di un precedente inaccettabile, a loro giudizio, “in un paese in cui le infiltrazioni della criminalità organizzata inquinano la vita democratica e le istituzioni, bloccano lo sviluppo economico del territorio. Avevamo chiesto con forza lo scioglimento ad opera del governo. Oggi il nostro appello riceve una risposta disarmante, che non accettiamo, ed alla quale ci opporremo. Il governo proceda allo scioglimento. Ogni altra soluzione – avvertono - sarebbe una colpevole rinuncia di uno Stato che si è già dimostrato assente, ed oggi appare complice”.

Pd, ha vinto la mafia
"La mafia ha sconfitto lo Stato ancora una volta. Il governo ha ceduto alle pressioni dei partiti locali del centrodestra, contraddicendo e dunque esponendo il prefetto e tutte le forze dell´ordine". Lo dichiarano i parlamentari del Partito democratico Garavini, Veltroni, De Sena e tutto il gruppo della commissione Antimafia. "Emerge con assoluta chiarezza - spiegano - la responsabilià del ministro degli Interni Roberto Maroni che, in commissione aveva preso l'impegno a sciogliere il comune di Fondi, cosa che poi non è avvenuta. E' lui il principale responsabile".

Idv, gli stessi possono ricandidarsi
"In questa maniera però - denuncia il senatore dell'Italia dei valori, Stefano Pedica - gli stessi consiglieri che da mesi sono chiaccherati per presunte collusioni con la mafia, potranno ripresentarsi alle prossime elezioni".  Per il leader, Antonio Di Pietro, "si conferma la collusione fra politica e mafia" e il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, dovrebbe dimettersi subito.

TAGS fondi mafia consiglio dei ministri cdm

09/10/2009 11:22

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