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Usa, aiuti alle imprese? Solo se assumono

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L’idea consiste nell’alleggerire le tasse alle aziende che creano nuovi posti di lavoro. L’hanno già provata alcuni stati e lo stesso governo federale alla fine degli anni 70. Ora riacquista peso grazie al sostegno di economisti illustri

di Scalo internazionale

autore: il_conte, da flickr (immagini di autore: il_conte, da flickr)
E’ una delle tante proposte che il governo americano sta valutando per rispondere alla crisi economica e invertire la tendenza della disoccupazione, mai così alta come negli ultimi mesi. La esamina un articolo pubblicato sul quotidiano New York Times, passando in rassegna le voci favorevoli e quelle contrarie.

L’idea – spiega il Nyt – consisterebbe nell’alleggerire le tasse alle aziende che creano nuovi posti di lavoro e non è una novità. L’hanno provata già con risultati controversi alcuni stati e lo stesso governo federale alla fine degli anni ’70.

Ora però riacquista peso grazie anche al sostegno di economisti illustri come il premio Nobel Edmund S. Phelps e l’ex ministro del lavoro Robert Reich.

Obiettivo della misura sarebbe quello di incoraggiare le imprese ad assumere di nuovo rendendo meno costose, dal punto di vista fiscale, le nuove assunzioni.

Le incertezze e le preoccupazioni si concentrano però sulla possibilità che i datori di lavoro approfittino del sistema, ad esempio, chiudendo i battenti per poi riaprirli riassumendo come fossero nuovi gli stessi dipendenti.

Proprio questi dubbi hanno evitato che il provvedimento fosse inserito nel pacchetto di stimolo all’economia varato dal presidente Barack Obama e dalla sua amministrazione. Almeno finora. Perché stando all’articolo la misura potrebbe essere approvata nelle prossime settimane.

Una sua versione – che verrà resa nota dall’Economic Policy Institute, un centro di ricerca sul lavoro – concederebbe alle imprese due anni di credito fiscale in caso di nuove assunzioni e di significativi aumenti di orari di lavoro (ad esempio, passando un impiegato dal part-time al full-time)

Gli autori del progetto stimano che la proposta potrebbe creare più di due milioni di posti di lavoro solo nel primo anno. Altri però sono meno ottimisti.

Un ricercatore citato dall’articolo del New York Times commenta: “Alcune cattive idee non muoiono mai. Questa offrirebbe incentivi a molte società che probabilmente non ce la farebbero comunque”. E poi, anche in tempi di recessione – prosegue il quotidiano – ci sono imprese che assumono senza sgravi fiscali. Per loro nessun beneficio. Per i sostenitori della misura, invece, inganni e frodi si potrebbero evitare semplicemente imponendo regole rigide che minimizzino gli abusi.



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TAGS obama scalo internazionale robert reich stati uniti crisi economica lavoro

07/10/2009 19:20

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