La parola chiave, per capire che cos’è successo nel quinto e nel sesto incontro della trattativa praticamente separata che Federmeccanica sta conducendo con Fim e Uilm sul contratto dei metalmeccanici, è valore punto...
di Mechanicus
... Un’espressione la cui comparsa sulla scena del negoziato è stata evitata nel quarto appuntamento, ma che è inevitabilmente emersa nel corso del quinto. Una cosa è sicura: questa strana trattativa, condotta su una sola delle due piattaforme ricevute da Federmeccanica, non sta dando molto rispetto alle attese di Fim e Uilm e quindi, dal punto di vista delle imprese, meno se ne parla e meglio è.
Non per caso, il terzo e il quarto incontro, i due primi in ristretta con la Fiom presente solo nell’inedito ruolo di osservatrice, si sono svolti, al riparo da occhi indiscreti, presso la sede dell’Uir, l’Unione industriali della capitale, sita in una località quasi irraggiungibile della campagna romana. Con la prevedibile conseguenza che entrambi gli appuntamenti sono stati snobbati dalla stampa.Va detto che il direttore generale di Federmeccanica ha negato qualsiasi finalità depistante nella scelta del luogo in cui tenere questi incontri, sostenendo che questa era stata dettata da necessità logistiche. Sia come sia, dal quinto incontro, quello di martedì 29 settembre, Federmeccanica e i suoi ospiti sono tornati a vedersi in Confindustria. Non più nella mitica sala “A”, quella degli incontri in plenaria, ma nella sala “H”, una di quelle più adatte a incontri in ristretta. L’attesa era notevole, perché si era sparsa la voce che sul tavolo della trattativa avrebbe fatto la sua comparsa l’argomento principe: quello del salario. Tant’è vero che, come d’incanto, a far da corona all’appuntamento è ricomparsa la pattuglia dei cronisti inviati dalle agenzie stampa.
Ma l’attesa è stata delusa. L’incontro – seguito per la Fiom da Laura Spezia, della segreteria nazionale – si arena sui “ni” e sui “no” graziosamente offerti da Federmeccanica a fronte di varie richieste normative avanzate da Fim e Uilm. Al termine dell’incontro, il segretario generale della Fim, Giuseppe Farina, si mostra un po’ rabbuiato. L’impressione è che qualche difficoltà, emersa al di fuori degli appuntamenti ufficiali, abbia consigliato le parti a rinviare l’esame della tematica salariale. Ma i nodi, si sa, prima o poi arrivano al pettine. Ed è esattamente questo ciò che è accaduto al sesto incontro (quarto in ristretta) convocato, di nuovo in Confindustria, per lunedì 5 ottobre.
Può darsi che agli strateghi di Federmeccanica sia parsa una buona idea quella di far arrivare sui taccuini dei cronisti la notizia che le imprese offrono 100 euro, tondi tondi, ai lavoratori inquadrati al quinto livello.Ma l’impressione positiva che questa notizia può fare su un’opinione pubblica distratta da vari accadimenti è una cosa. L’effetto che fa in una, sia pur strana, vicenda sindacale è tutt’altro. Perché visti da vicino questi 100 euro sono davvero poca cosa. Innanzitutto, com’è ovvio, sono 100 euro lordi, e quindi, al netto, un bel po’ di meno, con l’attuale sistema fiscale. In secondo luogo, sono 100 euro offerti, a regime, in un arco di tre anni. E qui viene da chiedersi: dove sarà arrivata l’inflazione al dicembre del 2012? Ma, soprattutto, quello che va capito è il significato della cifra. Che, come spiega Maurizio Landini, il segretario-osservatore della Fiom al sesto incontro, implica un’applicazione pedissequa dell’accordo separato del 15 aprile.A fronte di un indice Ipca del 6 per cento, calcolato dall’Isae per ciò che riguarda l’inflazione prevedibile per il triennio 2010-2012, 100 euro di crescita del salario nominale escono fuori solo se il valore punto è pari a 16,66. E questo, se ci consentite il bisticcio, è il punto della giornata.
Per pudore, nel corso dell’incontro Federmeccanica si limita a dichiarare la sua controfferta, quella dei 100 euro, senza specificare che il valore punto da essa implicato è quello che abbiamo appena richiamato. Ovvero un valore nettamente inferiore a quello (18,82) sin qui usato per i rinnovi contrattuali dei lavoratori metalmeccanici. Federmeccanica ha così dato ragione alle previsioni della Fiom, secondo cui l’applicazione degli accordi separati sul sistema contrattuale avrebbe inevitabilmente indebolito la capacità del contratto nazionale di proteggere il potere d’acquisto delle retribuzioni. E ha dato invece torto alla Fim, che si era aggrappata alla speranza che il vecchio valore punto sarebbe sopravvissuto.
la trattativa"riservata"fra cisl uil e"feder"con i buoni auspici del governo(leggi sacconi)palesa lo scopo di estromettere la cgil e ancora una volta cisl e'cascata a pie'pari(sta diventando una abitudine)nella trappola.l'esca naturalmente e'succosa,riuscire a cancellare cgil non e'evidentemente un obiettivo solo di "feder"....spero che venerdi' saremo tanti metalmeccanici in piazza da dargli una idea di quello che"noi"vogliamo..non vogliamo essere spettatori ma attori....capito cisl?capito uil?
Fim, Uilm e Federmeccanica tentano di chiudere prima dello sciopero del 9 ottobre. Il segretario generale della Fiom: "Può prefigurare l’impianto dei futuri contratti nazionali, senza che i lavoratori abbiano mai votato né dato alcun mandato"
L’operazione depistaggio è sostanzialmente riuscita. Almeno sin qui. Poco spazio sui giornali per una trattativa che prosegue solo tra Federmeccanica, Fim e Uilm. Cosa c'è da nascondere? Non i contenuti, certo. Piuttosto, l’assenza di un negoziato vero