È difficile immaginare una piazza più composita. Giornalisti e grandi firme, iscritti al sindacato e alle associazioni, blogger, lettori. Tutti compatti in difesa della libertà di informazione in Italia
L’unione fa la forza. Possiamo azzardare d’aver appreso questa lezione dalla manifestazione per la libertà d’informazione di sabato 3 settembre 2009? Piazza del Popolo era piena, nessuno potrà negarlo. Per gli organizzatori c'erano almeno 300 mila persone. Mai così tante in una piazza per difendere la libertà d'informazione. Per ascoltare Roberto Saviano e Valerio Onida.
»
LO SPECIALE »
SERVIZIO VIDEO
»
Webcronaca »
FOTO
»
BLOG,
Piazza del Popolo sabotata?
Ma era, come dire, “diversamente piena”. Molto diversamente. Accanto ai protagonisti dell’aristocrazia giornalistica italiana, alle firme prestigiose e ai direttori delle più importanti testate, ai professionisti e alle star della Rai, c’erano i “semplici” lettori, gli iscritti alla Cgil e alle associazioni, c’erano i blogger, c’erano le piccole e medie testate d’informazione, c’erano i siti d’informazione, c’erano le cooperative editoriali.
È difficile immaginare una piazza più composita e, per usare una parola del secolo scorso, interclassista. Ed è proprio dalla composizione di interessi diversi che nascono le vere opposizioni, le opposizioni forti.
Sabato 3 settembre gli interessi in piazza erano tanti. C’era il desiderio di continuare a leggere le inchieste di Repubblica, gli editoriali dell’Unità, di poter seguire le trasmissioni di Gabanelli, Dandini, Santoro. C’era l’interesse a non ritrovarsi un’informazione completamente berlusconizzata.
C’era la voglia di mantenere aperti, e liberi, i nuovi spazi d’informazione che stanno tutti su internet e nelle nuove tecnologie: e siatene certi, in futuro la censura colpirà proprio lì, sarà bene prepararsi.
C’era la voglia di leggere e scrivere di temi che si vorrebbe silenziare e imbavagliare: non solo i traffici di donne e interessi attorno a Palazzo Grazioli, ma la crisi che irrita il potere, il lavoro che non c’è, i soldi che non bastano alle persone normali, la precarietà di giovani e meno giovani, le decisioni che il governo non prende per risolvere questi problemi…
L’unione di diversi: stava lì nella piazza. Come una compagnia dell’anello. Come, nella saga di Tolkien, hobbit, elfi, uomini, maghi, alberi e fantasmi mettono da parte le dissomiglianze e le disuguaglianze che li separano per combattere e vincere battaglie date per perse.
Nessuna battaglia è mai persa in partenza. Questo lo sappiamo noi e lo sanno tutti i Sauron e i Saruman del mondo.