Firmato l’ultimo accordo per il passaggio al gruppo Camozzi. Dal 12 ottobre riaprono i cancelli dello stabilimento dove ad agosto quattro operai erano rimasti su una gru per otto giorni contro la chiusura. La Fiom di Milano: "Vittoria straordinaria"
Vicenda a lieto fine per la Innse, la fabbrica milanese dove ad agosto quattro operai erano rimasti su una gru per quasi otto giorni contro la chiusura dello stabilimento. Alla mezzanotte del 30 settembre, infatti, è stato compiuto l’ultimo dei passaggi necessari alla ripresa dell’attività produttiva. Merito dell’accordo finale tra il Comune di Milano, il gruppo bresciano Camozzi e il proprietario dell’area, l’immobiliare Aedes.
Le trattative erano iniziate intorno alle 17. Al tavolo c'erano anche il prefetto del capoluogo lombardo, Gian Valerio Lombardi, e l’assessore comunale allo Sviluppo del territorio, Carlo Masseroli. L’accordo è arrivato all’ultimo secondo utile, dopo oltre otto ore di discussione, e sancisce il passaggio della fabbrica alla Camozzi di Brescia, che ha rilevato anche i macchinari. Un passaggio che avverrà formalmente il 12 ottobre, poiché l’acquisto è stato subordinato all’approvazione da parte del Comune di una variante urbanistica. Se questo non dovesse avvenire, il gruppo bresciano potrà comunque affittare l’area per trent’anni a canone agevolato.
“La Innse aprirà il 12 ottobre, gli operai possono stare tranquilli. Il Comune darà l’ok alla variante urbanistica”, asscura in una intervista ad Affaritaliani.it l'assessore Masseroli. Soddisfatta la Fiom di Milano: “La straordinaria vittoria d’agosto degli operai della Innse – scrive il sindacato in una nota – sta per tradursi in realtà: rientreranno nella loro fabbrica, quella fabbrica che molti avrebbero voluto smantellare, e torneranno al lavoro. È quello per cui hanno lottato sedici mesi”.