Fim, Uilm e Federmeccanica tentano di chiudere prima dello sciopero del 9 ottobre. Il segretario generale della Fiom: "Può prefigurare l’impianto dei futuri contratti nazionali, senza che i lavoratori abbiano mai votato né dato alcun mandato"
“Io non sono in grado di sapere se si chiuderà la trattativa prima della giornata del 9 ottobre”. Lo ha dichiarato Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom, in
un’intervista a RadioArticolo1. Cresce in questi giorni la possibilità di un’intesa tra Fim, Uilm e Federmeccanica per il rinnovo contrattuale dei metalmeccanici in occasione del prossimo incontro, lunedì 5 ottobre, ovvero prima dello sciopero nazionale proclamato dalla Fiom per il 9. “Quello che sta succedendo – ha spiegato - è che prosegue la trattativa sulla piattaforma presentata solo da due organizzazioni sindacali, peraltro minoritarie, per fare un accordo e quindi un contratto nazionale che verrebbe applicato a tutti i lavoratori”. Accordo, a suo giudizio, “che addirittura prefigurerebbe l’impianto dei futuri contratti nazionali senza che i lavoratori e le lavoratrici metalmeccanici abbiano mai votato e abbiano mai dato mandato a nessuno per fare un nuovo contratto nazionale. Siamo di fronte ad una situazione assolutamente paradossale - prosegue - che dal punto di vista democratico è un attacco alla Costituzione materiale del nostro paese”.
Per Rinaldini, da Film e Uilm “ci divide il fatto che loro hanno disdettato il contratto nazionale vigente che invece scade alla fine del 2011. Per quest’anno era previsto solo il rinnovo della parte economica. Film e Uilm hanno fatto un’altra scelta – specifica Rinaldini -, applicando le regole concordate separatamente da Cisl e Uil e Confindustria, regole che di fatto programmano una riduzione del potere di acquisto dei lavoratori nel contratto nazionale e riducono ruolo e funzione della contrattazione aziendale”.
E cosa propone la Fiom? “Sospendere per due anni l’applicazione delle regole concordate separatamente con Cisl e Uil, mettere al centro la situazione del settore industriale. Quindi il blocco dei licenziamenti, con l’estensione degli ammortizzatori come condizione per discutere anche dei processi di ristrutturazione e riconversione delle imprese, infine un accordo transitorio sulla parte economica che tenga conto delle richieste formulate dalla Fiom e dalle altre organizzazioni sindacali”. Senza risposte positive, ha concluso il segretario, la categoria della Cgil ha proclamato lo sciopero generale per il 9 ottobre “che mette al centro la difesa dell’occupazione e la democrazia, per quanto riguarda l’approvazione dei contratti da parte dei lavoratori”.