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L’Istat licenzia 317 precari

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Niente rinnovo per i co.co.co. che da sette anni si occupano delle rilevazioni sulla forza lavoro. Uno di loro: “Siamo disperati, una vergogna trattarci così”. Cgil: “A rischio l'indipendenza e la credibilità dell'istituto”. Sciopero il 25 settembre

di Maurizio Minnucci

“Ho anche lavorato per tre mesi con le stampelle, altrimenti non guadagnavo. Dal 2003, dodici mesi all’anno, con le scadenze da rispettare. Ora scopro che forse sarò ‘ceduto’ a un istituto privato senza più nessuna garanzia. È sconcertante”. Chi parla è Gianluca, uno dei 317 rilevatori precari che l’Istat ha deciso di mandare a casa. Lui vive e lavora a Belluno e intanto studia sociologia all’Università di Trento. “La cosa più grave – aggiunge –, e lo dico perché so che molti colleghi la pensano come me, è che dopo tanti anni ormai ci sentivamo parte integrante dell’ingranaggio. Eppure non siamo mai stati interpellati sul nostro futuro. Ancora adesso non sappiamo niente, è semplicemente vergognoso”.

Da sette anni Gianluca fa il rilevatore per l’indagine sulla forza lavoro in Italia. Il suo compito è andare casa per casa, nelle famiglie estratte da un campione rappresentativo, a raccogliere i dati sull'occupazione che poi usano tutti, a partire dal governo e dai giornali. “Nel tempo ci hanno fatto tante promesse, ricordo nel 2005 quella di inserirci in un albo dei rilevatori. Ma mai niente. È veramente incomprensibile come dopo tanti investimenti possano decidere di rinunciare alla rete dei rilevatori. Ne va anche della qualità dei dati, questo è ovvio”.

Dunque, niente lieto fine nella vicenda precari dell’Istat. Ogni anno la Finanziaria poneva una deroga alla norma che impediva all’istituto di continuare ad avere precari storici. Fino all’inizio di questo mese, quando è stata indetta una gara d'appalto per cedere la rete dei rilevatori vinta dalla Ipsos, la società di sondaggi guidata da Nando Pagnoncelli che dunque dal prossimo 15 ottobre gestirà le interviste. È ragionevole credere che per affrontare questo compito la stessa Ispos possa assumere gran parte degli attuali rilevatori, almeno per il primo anno. Ma sul futuro dei 317 non c’è alcuna certezza, in un paradosso in cui l’istituto nazionale di statistica decide di rinunciare proprio a chi raccoglie i dati su disoccupazione e precarietà.

Per Fabrizio Stocchi, coordinatore dei lavoratori Istat per la Flc Cgil, "è una operazione di particolare non senso". La rete di rilevazione interna, spiega, "costa meno e rende di più, lo conferma tutta la comunità scientifica. Ma questo governo da una parte parla di ‘rigore nei conti pubblici’ e poi agisce così”. Per il sindacalista della Flc è difficile trovare un motivo plausibile per mandare a casa 317 persone: “Evidentemente l’Istat se ne vuole liberare, è un dato di fatto. In tutti questi anni non sono mai riusciti a trovare una soluzione. Ricordo che nel 2005, dopo una fase di sperimentazione valutata positivamente, la rete interna doveva andare a regime con le assunzioni, ma poi non se ne fece più nulla”. In più c’è l’atteggiamento ondivago del ministero della Funzione Pubblica: “Da una parte dice di non esternalizzare, dall’altra non mette a disposizione gli strumenti per evitarlo”.

La Flc Cgil ha indetto per il 25 settembre uno sciopero di tre ore di tutti i lavoratori dell'istituto (in totale sono 2.100), “per una statistica pubblica indipendente, credibile e autorevole”. Il timore del sindacato è duplice: da una parte c’è la questione occupazionale, con 317 precari mandati a casa, dall’altra il fatto che la gestione privata di dati pubblici possa “mettere a rischio la qualità e la credibilità della rilevazione, proprio quando cresce il bisogno di dati affidabili, tempestivi e imparziali”. Così afferma il leader della sigla di categoria, Mimmo Pantaleo. Intanto i lavoratori sono in causa con l’istituto per chiedere che gli venga riconosciuto lo status di “subordinati”. Per accendere ancora di più i riflettori sulla vicenda, una loro delegazione sarà anche presente domani per la prima puntata della nuova stagione di AnnoZero, su Raidue.


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TAGS precari istat

23/09/2009 18:57

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