Scintille durante la conferenza stampa di presentazione del programma. L’ultimatum: “No a censure preventive, senza Travaglio non partiamo”. Articolo21: “Altro motivo per andare in piazza”. Il 23 l’audizione del dg della Rai Mauro Masi in Vigilanza
“Travaglio ci sarà, con o senza contratto, in bicicletta o in altra maniera, perché lui simboleggia una precisa direzione che la Rai deve prendere. Altrimenti non c’è Annozero”. In una conferenza stampa dai toni molto accesi Michele Santoro lancia l’ultimatum, minacciando di non far partire il programma senza l'opinionista storico. A suo giudizio, infatti, "non c’è alcuna legge che affidi all’Agcom una qualche possibilità di fare censure preventive. Sarebbe come fermare Totti prima di una partita perché potrebbe fare un fallo da espulsione”. Stando così le cose, Annozero dovrebbe in onda regolarmente giovedì su Raidue con Travaglio in trasmissione, probabilmente come ospite.
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In ballo c'è una sanzione inflitta l’anno scorso dalla stessa l'Authority alla Rai per alcune affermazioni di Travaglio su Schifani a 'Che tempo che fa', sanzione poi sospesa per il ricorso presentato dalla Rai. Per saperne di più bisogna attendere l’incontro previsto per domani (23 settembre) tra il direttore generale della Rai, Mauro Masi, e il presidente dell'Autorità garante per le comunicazioni, Corrado Calabrò.
La conferenza stampa è stata anche teatro di uno scontro fra Santoro e il direttore di RaiDue, Massimo Liofredi, che ha affermato di trovarsi a “ospitare” una trasmissione non scelta da lui che pure ha messo in condizione di operare, mentre Santoro ha riferito che “ogni volta che noi andiamo in onda non solo ci ripaghiamo il programma, ma lasciamo nelle tasche dell'azienda 90-100 mila euro che servono per altri programmi. E però veniamo trattati come wanted. È assurdo. È evidente che in questo Paese ci sono dei vigilati speciali. Lo sono io e lo è Travaglio”.
“Sembra un ulteriore stimolo per scendere in piazza il 3 ottobre” contro gli attacchi alla libertà di stampa. A dirlo è il portavoce di Articolo21, Giuseppe Giulietti. “Quello che sta accadendo in Rai a proposito di Annozero – afferma – denota non solo un totale atteggiamento censorio ma anche una conduzione dilettantistica ed autolesionistica che tanti guasti ha già provocato e provocherà a un'azienda pubblica alimentata anche dai soldi dei cittadini”.
Dure le reazioni di tutta l’opposizione. Per il consigliere di minoranza Nino Rizzo Nervo “non vi è caso in cui l'Agcom dia pareri o valutazioni preventive in relazione ad un fatto non avvenuto”. Roberto Rao, capogruppo Udc, sottolinea che con l'ultimo capitolo del caso Travaglio “si aggiunge confusione e si rischia di creare anche un precedente pericoloso con una fuga dalle responsabilità”. Più netta l’Italia dei valori , con il capogruppo Massimo Donadi: “È un caso che dimostra che siamo alla militarizzazione della Rai. Berlusconi vuole il controllo totale dell`informazione, non tollera voci libere o di dissenso”.