Terremoto, il governo punta sulla “pronta consegna”
Berlusconi inaugura 94 alloggi a Onna. Ma sono ancora tanti i problemi aperti, a partire dai 14mila senza lavoro a causa del sisma. Cgil L’Aquila: “Qui l’inverno fa freddo, le case non bastano”. E c’è anche chi specula sui posti letto degli universitari
di Maurizio Minnucci
Il governo si gioca la carta “pronta consegna” a cinque mesi dal terremoto. La cerimonia si tiene oggi (15 settembre) nel piccolo centro di Onna, dove il premier Berlusconi, insieme al capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, consegnerà le chiavi di 94 casette prefabbricate realizzate dalla provincia di Trento grazie al finanziamento della Croce Rossa. “Oggi è solo un primo piccolo passo: le cose difficili cominceranno da domani mattina”, ha detto Bertolaso all’inaugurazione dei primi moduli abitativi provvisori. A suo giudizio, comunque, la ricostruzione dell'Abruzzo sta procedendo in sintonia con i tempi previsti. “In albergo - ha spiegato - ci sono circa 20mila persone che stanno lentamente calando, perché piano piano tornano anche nei loro appartamenti, dove stanno facendo i lavori di ristrutturazione". Nelle tendopoli, invece, “dove ricordo che subito dopo il terremoto avevamo circa 30mila sfollati, oggi ci sono 11mila persone, che entro il 30 settembre o ai primi di ottobre andranno via tutti dalle tende”.
Tuttavia, mentre la vicenda sembra finalizzata a ottenere una certa risonanza mediatica, per rimarginare le ferite del 6 aprile ci vorrà tempo. I dati sull'occupazione forniti dalla Camera del lavoro parlano di 8.004 dipendenti in cassa integrazione e di circa 6.000 richieste del sussidio (800 euro per tre mesi) da parte di lavoratori autonomi, liberi professionisti e collaboratori: in totale fanno almeno 14.000 persone senza lavoro a causa del terremoto. Insomma, l’ordinaria attività è ancora un ricordo, specie per scuole e università. “Il problema vero – spiega il segretario della Cgil dell’Aquila, Sandro Giovarruscio – è che le case non basteranno per tutti. Qui già l’autunno è complicato per il clima, vi lascio immaginare l’inverno: c’è il rischio serio che tanti sfollati rimarranno senza sistemazione anche a dicembre, bisogna trovare una soluzione per tutti”. Sul numero esatto di quanti sono rimasti senza un tetto c’è confusione. “L’unica certezza – aggiunge il sindacalista – è che contando le abitazioni che si stanno ricostruendo, non potranno rientrare tutti”. Poi c’è il tema delle scuole: “Devono ripartire il prima possibile, anche se in modo graduale, l’importante è che riaprano tutte, su questo punto insistiamo molto”.
Altre questioni sono legate all’attività dell’ateneo, pilastro per l’economia locale con i suoi 27.500 studenti di cui la metà fuori sede. “Devono ricominciare le lezioni – denuncia il dirigente sindacale – ma c’è l’incognita degli alloggi. La Regione Abruzzo non ha incentivato la mobilità attraverso abbonamenti gratuiti per i pendolari, come avevamo chiesto, e neppure sono state abolite tutte le tasse, perché quelle regionali sono rimaste. In tutto questo c’è anche qualcuno che si mette a fare speculazioni: dico solo che gli affitti stanno aumentando in maniera spropositata e un posto letto costa come minimo 100 euro in più rispetto all’anno scorso. Insomma, secondo noi non si sta lavorando fino in fondo per agevolare la permanenza dei ragazzi qui all’Aquila”.
Intanto non si placa la polemica sulla libertà di informazione, dopo la decisione della Rai di rinviare la partenza di Ballarò per dare spazio alla cerimonia di consegna degli alloggi, da trasmettere su Porta a Porta. Una scelta che non è piaciuta all’opposizione. Il primo a boicottare la trasmissione di Bruno Vespa è il segretario del Pd Dario Franceschini: “No, non la vedrò, stasera sono a Firenze alla festa del Pd”, mentre il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, invita a disdire il canone.
Si mobilita anche il web con una sorta di sciopero dell'audience: “Questa sera boicottiamo Porta a Porta” è l’idea nata su un blog (Little Mary Street, the Italian Blog Village) che si è fatta largo in Rete anche grazie agli sms e a facebook. Scrive il blog: “Spostano Ballarò per dare spazio alla puntata di Vespa sulla consegna delle nuove case ai terremotati abruzzesi. Cancellano Matrix per motivi tecnici. Incredibile. Propaganda politica, la situazione è talmente imbarazzante che è difficile da commentare”. Di appena 105 battute il testo dell'sms in circolazione in queste ore: “Un gesto concreto per la libertà d'informazione. Stasera non accendere Rai1, non guardare Porta a Porta”.
Ieri è intervenuto anche il presidente della commissione di Vigilanza sulla Rai, Sergio Zavoli, che ha giudicato “grave” la decisione di rinviare la partenza di Ballarò. Scrive Zavoli: “La decisione all'ultimo momento di bloccare, sia pure una tantum, la puntata di domani (oggi, ndr), di fatto contraddice il criterio di un palinsesto differenziato, volto a stabilire con il pubblico appuntamenti programmabili”. E ancora: “La Rai alla ribalta non per segnalare la qualità singola e complessiva che intende dare ai suoi palinsesti ma per offrirsi alle critiche per un uso controverso dei suoi programmi. Va da sé che non si può restare estranei a quanto ha scritto, in questo senso, pressoché tutta la stampa del Paese”.