Un’iniziativa per raccogliere le istanze dei giovani della provincia. L’obiettivo: riuscire a tradurle in una serie di proposte che possano entrare nella contrattazione sociale territoriale. È il nuovo appuntamento di dibattito organizzato dalla Cgil e dallo Spi-Cgil di Bergamo sotto il titolo di “GenerAzioni: dialogo su territorio, istanze sociali e rappresentanza”. Ne dà notizia in una nota la Cgil di Bergamo.
Si terrà giovedì 10 settembre (ore 14.30) nella sala consiliare del Comune di Ornica (comune nella valle dell’Olmo, laterale dell’alta Valle Brembana, 33 km da Bergamo). L’incontro, aperto a tutti gli interessati, arriva a conclusione del seminario “Politiche giovanili e contrattazione territoriale” (riservato, solo il seminario, ai giovani sindacalisti e ai rappresentanti delle associazioni giovanili).
I giovani della Cgil, delle associazioni e dei movimenti giovanili si confronteranno con Nino Baseotto, segretario generale Cgil Lombardia, Carla Cantone, segretario generale Spi Nazionale, Elena Carnevali, ex assessore alle Politiche Sociali del Comune di Bergamo, Don Virginio Colmegna, direttore della Casa della Carità di Milano, Ivo Zizzola, presidente della Facoltà di Scienze della Formazione all’Università di Bergamo.
Francesca Seghezzi, segreteria Cgil Bergamo, introdurrà i lavori mentre le conclusioni saranno affidate a Enrico Panini, della segreteria nazionale Cgil. Parteciperanno inoltre Luigi Bresciani, segretario generale Cgil Bergamo e
Gianni Peracchi, segretario generale Spi-Cgil Bergamo.
“Come sindacato crediamo sia importante cominciare a raccogliere direttamente dai giovani, anche attraverso le organizzazione giovanili presenti nel territorio, le esigenze delle nuove generazioni” spiega Francesca Seghezzi della segreteria provinciale della Cgil di Bergamo. “Abbiamo il compito di trovare nuove forme di partecipazione, che abbiano una capacità di 'attrazione' dei giovani, dobbiamo imparare a leggere il loro linguaggio e con quello cercare di ristabilire un giusto rapporto tra la società ed i giovani".
"Per farlo - prosegue Seghezzi - diventa necessario aprire un confronto con tutte le organizzazioni giovanili presenti, un Forum permanente che permetta il libero scambio ma che abbia la capacità di fare sintesi per poter incanalare le istanze nei luoghi più appropriati. Un Forum che nel tempo tenda ad includere un sempre maggior numero di soggetti, che crei partecipazione e che perciò riesca a proporsi come interlocutore credibile nei confronti delle istituzioni”.