È il 13% della popolazione. L'anno scorso quasi tre milioni di persone in povertà assoluta. Peggiorano le condizioni per i nuclei più numerosi e soprattutto per il Mezzogiorno, dove l’indigenza è cinque volte superiore al resto del paese
Sono circa 8 milioni le persone povere in Italia, pari al 13,6% dell’intera popolazione. Tra questi c’è una larga parte (quasi tre milioni di persone) con standard di vita che non sono minimamente accettabili, i “poveri tra i poveri”. È quanto emerge dal rapporto Istat diffuso oggi (30 luglio) a Roma, che sottolinea come l’indice di povertà assoluta sia stabile, ma che questa stabilità nasconde situazioni che peggiorano, in particolare nel Mezzogiorno, nelle famiglie numerose, con disoccupati, con a capo lavoratori autonomi e con un basso livello di scolarizzazione. L’indigenza aumenta anche tra le famiglie con almeno un componente alla ricerca di occupazione, mentre un leggero miglioramento si osserva solo tra i nuclei dove si associa la presenza di componenti occupati e di ritirati dal lavoro.
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Cgil: "Quest'anno andrà ancora peggio"
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NOSTRA INCHIESTA SULLA POVERTA'
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Prima parte, Viaggio nell'Italia della recessione
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Seconda parte, A caccia di soldi
TRE MILIONI IN POVERTA’ ASSOLUTA. Le famiglie che si trovano in condizioni di povertà relativa sono stimate nel 2008 in 2 milioni e 737mila (11,3%). Il fenomeno è maggiormente diffuso al Sud (23,8%), dove l’incidenza di povertà relativa è quasi cinque volte superiore a quella del resto del Paese. La percentuale di famiglie relativamente povere (la soglia di povertà per un nucleo di due componenti è rappresentata dalla spesa media mensile per persona e nel 2008 è risultata pari a 999,67 euro), riferisce ancora l’Istat, è comunque sostanzialmente stabile negli ultimi quattro anni e immutati sono i profili della famiglie povere. Il fenomeno è variato poco rispetto al 2007 a causa del peggioramento osservato tra le tipologie familiari che tradizionalmente presentano un’elevata diffusione della povertà e del contemporaneo miglioramento della condizione delle famiglie di anziani.
SOFFRONO LE FAMIGLIE PIU' NUMEROSE. L’incidenza di povertà risulta però in crescita tra le famiglie più ampie (dal 14,2% al 16,7 tra quelle di quattro persone e dal 22,4% al 25,9 tra quelle di cinque o più), soprattutto per le coppie con due figli (dal 14% al 16,2) e ancora di più tra quelle con minori (dal 15,5% al 17,8). In aumento la povertà nelle famiglie di monogenitori (13,9%), nei nuclei con a capo una persona in cerca di occupazione (dal 27,5% al 33,9), tra quelle che percepiscono esclusivamente redditi da lavoro, e cioè con componenti occupati, (dal 6,7% al 9,7) e soprattutto tra i nuclei con a capo un lavoratore in proprio (dal 7,9% all’11,2). Soltanto le famiglie con almeno un componente anziano mostrano una diminuzione dell’incidenza di povertà (dal 13,5% al 12,5), più marcata in presenza di due anziani o più (dal 16,9% al 14,7).