Le stime per il 2009: giù posti di lavoro e fatturato in tutto il paese. Mezzogiorno più colpito, gli occupati scendono del 2,4%. Crollano gli investimenti: -18,2% nell'industria, verso record negativo. Franceschini (Pd): "Contro i numeri non si protesta"
Scende l'occupazione, calano ancora di più i ricavi e crollano gli investimenti. E’ quanto prevede Bankitalia per il 2009, nel supplemento al bollettino statistico pubblicato oggi (martedì 28 luglio) dal titolo “Indagine sulle imprese industriali e dei servizi”.
Le attese a fine anno, si legge nel testo, indicano una contrazione dell'occupazione del 2,1% (−3,3% nell'industria in senso stretto e −0,7 nel terziario). Il numero degli addetti calerà in tutti i settori, escluso quello dei servizi alle imprese e alle famiglie (0,3%). In tema di distribuzione territoriale, è atteso un calo del 2% per la ripartizione Nord e Centro e del 2,4% per il Sud e le Isole. E’ il Mezzogiorno che perderà più posti di lavoro.
Le stime sull'evoluzione del fatturato indicano una flessione ancora più marcata sia nell'industria sia nei servizi (rispettivamente -4,5 e -3%). Nel complesso, il fatturato dovrebbe ridursi del 3,8%. Se le attese particolarmente negative dell'industria dovessero realizzarsi, si rischia il risultato più negativo dall’inizio della serie statistica. In questo comparto il calo del fatturato riguarderà soprattutto le imprese con 20-49 addetti (-8%, contro -1,2 delle imprese con almeno 500 addetti). Particolarmente negativo l'andamento delle imprese esportatrici, in specie di quelle che esportano oltre due terzi della propria produzione (-11,5%). Nei servizi le maggiori flessioni riguarderebbero ancora le imprese più piccole (-4,7%) e quelle del Nord (-3,9% per il Nord Ovest e -3,2 per il Nord Est).
Attese fortemente negative anche per gli investimenti: nell'industria la riduzione sarà del 18,2% (-21,2% nella manifattura). Una contrazione che, se realizzata, sarebbe la più severa dall'inizio dell'indagine. Nell'ambito della sola manifattura, il calo più accentuato dovrebbe verificarsi per le imprese sotto i 50 addetti (-27,7%). Il ritmo di accumulazione del capitale nel Mezzogiorno, inclusa quella effettuata da aziende nelle altre aree geografiche, dovrebbe risultare fortemente negativo. Infine nel terziario il calo atteso, pari al 4,5%, è superiore a quello rilevato nel 2008.
Franceschini, contro i numeri non si protesta
Il segretario del Partito democratico, Dario Franceschini, ha citato Bankitalia intervenendo alla Camera sul decreto anticrisi. “L’Italia è in recessione, anche per la vostra incapacità di affrontare la crisi – ha detto rivolto ai banchi del governo -, è vergognoso trasformarla in un fatto psicologico, un insulto a chi teme di perdere il posto. Sono numeri di Bankitalia, non dell’opposizione, e contro i numeri non si protesta”.