
Effetti della recessione
Draghi: “Pericolo usura per le imprese italiane”
L’allarme dal governatore di Bankitalia in audizione al Parlamento: “Con la crisi le aziende stanno diventando preda della criminalità organizzata”. Lamonica (Cgil): “Aggredire i patrimoni della mafia”
La mafia trae profitti dalla crisi e frena la crescita del paese, strozzando con l’usura le imprese già in difficoltà. Sintetizzando al massimo, è l’allarme lanciato dal governatore della Banca d’Italia Mario Draghi durante l’audizione davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla criminalità organizzata, nella quale ha voluto parlare delle ricadute del crimine sull’economica ai tempi della crisi. “Ne usciremo con più disoccupazione e più debito”, ha detto, e per farli diminuire “dovremo essere capaci di crescere a una velocità ben maggiore di quella degli ultimi dieci anni: avremo bisogno di più infrastrutture, di più capitale umano e sociale”.
Fra gli ostacoli che frenano la crescita, ha aggiunto Draghi, “vi sono organizzazioni criminali aggressive, pervasive, opprimenti. L’azione di contrasto della criminalità organizzata, l’oggetto principale del lavoro di questa Commissione, mi pare oggi più importante che mai”. Poi il numero uno di Bankitalia insiste: “C’è un altro aspetto per cui la crisi economica assume rilevanza nelle questioni di cui qui oggi ci occupiamo. Durante la crisi le imprese vedono inaridirsi i propri flussi di cassa e vedono cadere il valore di mercato del proprio patrimonio. Entrambi i fenomeni rendono le imprese più facilmente aggredibili da parte della criminalità organizzata. Anzitutto, ma non solo, attraverso l’esercizio dell’usura, nelle sue diverse configurazioni”. Ecco perché proprio durante la crisi “l’azione di contrasto deve farsi ancora più attenta e decisa”.
Una battaglia che vede nella lotta al riciclaggio “gli effetti desiderati”, aggiunge, grazie anche alle modifiche introdotte dal legislatore e “alla collaborazione fra i soggetti pubblici e privati coinvolti”. Per armonizzare le regole finanziarie, poi, Draghi ha chiesto di conferire al governo “una nuova delega per la relazione di un testo unico”. Nuove norme in cui “il legislatore potrebbe specificare le modalità di applicazione dell’obbligo di astensione dall’eseguire le operazioni, rendere maggiormente flessibili le procedure di emanazione degli indicatori di anomalia, individuare chiaramente i responsabili degli obblighi di comunicazione posti a carico degli organi interni di controllo” senza trascurare le sanzioni.
“Le parole di Draghi confermano il nostro giudizio sulla pericolosità estrema della criminalità organizzata” e sul rischio che crisi “possa determinare un’ulteriore espansione della sua capacità di infiltrare e condizionare l’economia legale ed in molti casi di sostituirsi ad essa”. Così la segretaria confederale della Cgil, Vera Lamonica. “La grande disponibilità finanziaria delle mafie – sottolinea la dirigente sindacale – insieme alle difficoltà di imprese e soggetti economici di fare fronte alla congiuntura, sta determinando non solo la crescita dell’usura, ma anche una decisa crescita di acquisizione di attività ed imprese, nonché di patrimoni immobiliari”.
“Le mafie – spiega ancora la segretaria confederale Cgil – hanno soffocato la vita economica e civile delle Regioni in cui hanno origine e ne costituiscono il principale problema ma oggi è tutto il Paese che rischia grosso. Bisogna che l’aggressione ai patrimoni mafiosi, la lotta al riciclaggio, il controllo e la prevenzione su tutto il ciclo degli appalti, il monitoraggio delle transizioni finanziarie e delle cessioni di proprietà, il rafforzamento della dotazione di uomini e mezzi alle forze dell’ordine ed alla magistratura, siano considerate come un investimento necessario per il futuro del Paese”.
Così come, continua, “riteniamo utile riproporre la creazione della Agenzia per i Beni confiscati che potrebbe dare ulteriore slancio all’azione di sequestro ed uso sociale dei patrimoni mafiosi. Qui sta la vera sicurezza del Paese, e forse c’è bisogno che in questa direzione - conclude Lamonica -vengano convogliate tutte le energie finora impiegate nella promozione della paura, nella persecuzione degli immigrati, nell’invenzione delle ronde”.
Fra gli ostacoli che frenano la crescita, ha aggiunto Draghi, “vi sono organizzazioni criminali aggressive, pervasive, opprimenti. L’azione di contrasto della criminalità organizzata, l’oggetto principale del lavoro di questa Commissione, mi pare oggi più importante che mai”. Poi il numero uno di Bankitalia insiste: “C’è un altro aspetto per cui la crisi economica assume rilevanza nelle questioni di cui qui oggi ci occupiamo. Durante la crisi le imprese vedono inaridirsi i propri flussi di cassa e vedono cadere il valore di mercato del proprio patrimonio. Entrambi i fenomeni rendono le imprese più facilmente aggredibili da parte della criminalità organizzata. Anzitutto, ma non solo, attraverso l’esercizio dell’usura, nelle sue diverse configurazioni”. Ecco perché proprio durante la crisi “l’azione di contrasto deve farsi ancora più attenta e decisa”.
Una battaglia che vede nella lotta al riciclaggio “gli effetti desiderati”, aggiunge, grazie anche alle modifiche introdotte dal legislatore e “alla collaborazione fra i soggetti pubblici e privati coinvolti”. Per armonizzare le regole finanziarie, poi, Draghi ha chiesto di conferire al governo “una nuova delega per la relazione di un testo unico”. Nuove norme in cui “il legislatore potrebbe specificare le modalità di applicazione dell’obbligo di astensione dall’eseguire le operazioni, rendere maggiormente flessibili le procedure di emanazione degli indicatori di anomalia, individuare chiaramente i responsabili degli obblighi di comunicazione posti a carico degli organi interni di controllo” senza trascurare le sanzioni.
“Le parole di Draghi confermano il nostro giudizio sulla pericolosità estrema della criminalità organizzata” e sul rischio che crisi “possa determinare un’ulteriore espansione della sua capacità di infiltrare e condizionare l’economia legale ed in molti casi di sostituirsi ad essa”. Così la segretaria confederale della Cgil, Vera Lamonica. “La grande disponibilità finanziaria delle mafie – sottolinea la dirigente sindacale – insieme alle difficoltà di imprese e soggetti economici di fare fronte alla congiuntura, sta determinando non solo la crescita dell’usura, ma anche una decisa crescita di acquisizione di attività ed imprese, nonché di patrimoni immobiliari”.
“Le mafie – spiega ancora la segretaria confederale Cgil – hanno soffocato la vita economica e civile delle Regioni in cui hanno origine e ne costituiscono il principale problema ma oggi è tutto il Paese che rischia grosso. Bisogna che l’aggressione ai patrimoni mafiosi, la lotta al riciclaggio, il controllo e la prevenzione su tutto il ciclo degli appalti, il monitoraggio delle transizioni finanziarie e delle cessioni di proprietà, il rafforzamento della dotazione di uomini e mezzi alle forze dell’ordine ed alla magistratura, siano considerate come un investimento necessario per il futuro del Paese”.
Così come, continua, “riteniamo utile riproporre la creazione della Agenzia per i Beni confiscati che potrebbe dare ulteriore slancio all’azione di sequestro ed uso sociale dei patrimoni mafiosi. Qui sta la vera sicurezza del Paese, e forse c’è bisogno che in questa direzione - conclude Lamonica -vengano convogliate tutte le energie finora impiegate nella promozione della paura, nella persecuzione degli immigrati, nell’invenzione delle ronde”.
22/07/2009 17:48





