Il governo svuota il Fondo unico per lo spettacolo: 131 milioni in meno. Cultura in stato d’emergenza. Almeno 200 mila i precari a rischio. “Scioperi e manifestazioni si fanno contro i padroni, e in questo caso il padrone sta lì, nei palazzi del potere”
I protagonisti dello spettacolo italiano scendono in piazza per protestare contro i tagli del governo Berlusconi al Fus, il Fondo Unico per lo Spettacolo. L’appuntamento è davanti alla Camera, a Roma, nel pomeriggio del 20 luglio.
Attori, registi, tecnici, musicisti e danzatori manifestano contro i 131 milioni di euro di taglio del Fondo, sceso a 380 milioni di euro rispetto ai 511 milioni previsti dal governo Prodi per il 2008. Una decurtazione che secondo gli organizzatori compromette la sopravvivenza dello spettacolo italiano. “Tagliare così pesantemente su spettacolo, cultura e ricerca – ha detto il premio Nobel Dario Fo – è un atto volgare che mortifica”. Afferma il regista Giuliano Montaldo al quotidiano l'Unità: “Scioperi e manifestazioni si fanno contro i padroni, e in questo caso il padrone sta lì, nei palazzi del potere”.
“In Italia siamo più di 200.000: precari, intermittenti, e non tutelati in materia di diritti e di garanzie sociali. Questo sistema rischia di essere ulteriormente danneggiato da un taglio del 30% al Fus, fondo unico per lo spettacolo, risorsa fondamentale del settore e di tutti quelli che ne fanno parte: artisti, tecnici e anche voi pubblico”. E’ un passaggio del comunicato che viene letto da dicembre ogni sera in tutti i luoghi di spettacolo d’Italia “Tagliare senza un progetto di rilancio – lamentano gli artisti e i lavoratori del settore - significa mettere a rischio tutte le realtà produttive, soprattutto le più piccole che spesso rappresentano l’eccellenza artistica italiana. Chiediamo non solo il ripristino delle risorse destinate allo spettacolo, ma soprattutto una profonda riforma del sistema e delle regole che lo governano per una distribuzione più equa e trasparente. Vi chiediamo di unirvi a noi per aiutarci a ritrovare una coscienza di categoria e restituire dignità sociale alla nostra professione.”
Piena solidarietà ai lavoratori è stata espressa dal presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo. “Non si tratta di una solidarietà di forma - ha detto Marrazzo - ma di sostanza. Sono pronto a sostenere qualsiasi attività istituzionale se il governo convocherà un tavolo". "La Regione - ha spiegato Marrazzo - sta mettendo risorse per sostenere l'industria dello spettacolo. Bastano i dati di Roma per capire quanto questo settore sia importante per il nostro territorio. Lo stiamo facendo per l'audiovisivo, per il cinema, i nuovi media, la televisione e anche per il teatro. La Regione Lazio diventata un baluardo della difesa dello spettacolo - ha puntualizzato Marrazzo - non può sostituirsi allo Stato. Siamo intervenuti - ha concluso - in una logica di attenzione e di sensibilità, direi quasi di cultura di governo".