Rubriche

Blog

Il PuntoRassegnadosFuori classeRoba da mattiSull'asfaltoCinePressaRendiamoci ContoRadio cracNote a margineChe senso che faUomini e CittàA tutta rete

Multimedia

Speciali



Assemblea Cgil

Crisi, Epifani: “Sarà un autunno pesante”

   Print  

Chianciano Terme - “I provvedimenti del governo sono insufficienti”. Il segretario generale della Cgil critica le ultime misure dell'esecutivo, dal pacchetto sicurezza all'ipotesi di alzare l'età pensionabile, passando per la riforma della P.A. e il Libro Bianco

di Emanuele Di Nicola

Lo sviluppo “insostenibile” degli ultimi venti anni ha portato alla crisi globale, per affrontarla servono nuovi organi di controllo per il mercato; in Italia ci aspetta “un autunno molto pesante” e i provvedimenti del governo restano insufficienti. La Cgil critica tutte le ultime misure dell'esecutivo, dal pacchetto sicurezza all'ipotesi di alzare l'età pensionabile, passando per la riforma della pubblica amministrazione e il Libro Bianco sul welfare. Ribadisce che l'accordo separato del 22 gennaio “è stato un grave errore” e propone a Cisl e Uil di riprendere l'azione unitaria, a partire dalla misurazione della rappresentanza e valutazione delle intese. Il segretario generale, Guglielmo Epifani, affronta i nodi principali del dibattito politico e sindacale nella relazione introduttiva all'Assemblea di programma di Chianciano Terme (Siena).

» La diretta dei lavori
» La relazione di Epifani (pdf)
» RadioArticolo1, Gli interventi
» Bonanni, "Vengo in cerca di sponde"
» Amato, "Fate l'unità sindacale"

Crisi: servono nuove regole per i mercati
Nell'ultimo ventennio il modello di sviluppo “si è fondato su una crescita insostenibile, perché fondata sulla disuguaglianza sociale e sull'insostenibilità ecologica”. Così Epifani ha ricostruito le radici della crisi economica e finanziaria. Questa situazione è stata assunta come "un fattore positivo di crescita e dinamismo", a suo giudizio, negli Stati sviluppati “l'indebitamento privato è diventato la leva e lo stimolo per i consumi a partire dall'acquisto della casa”. La rottura di tale modello, adesso, “pone il mondo di fronte al rischio di un lungo periodo di recessione-stagnazione e rende incerto e lungo il cammino verso il recupero dei livelli di crescita precedenti”. Adesso servono nuove istituzioni sovranazionali di governo, regolazione e controllo, capaci di ridefinire il rapporto tra democrazia e mercato. Le imprese, secondo Epifani, dovranno indirizzare la produzione verso l'ambiente “come volàno per la nuova crescita economica e occupazionale”. Serve ricerca, innovazione e formazione permanente, afferma, e “la consapevolezza che i cambiamenti climatici influenzano tutti gli aspetti della nostra vita”. La politica deve recuperare la sua credibilità “come forza primaria di orientamento, regolazione e controllo dei mercati”; in questo senso l'elezione di Barack Obama come presidente degli Stati Uniti “è il segnale più positivo”. Anche i sindacati, naturalmente, devono svolgere il ruolo ruolo: “Torna la necessità esistenziale di un percorso di vera 'globalizzazione' dell'azione sindacale”.

Governo: forti critiche su Libro Bianco e pacchetto sicurezza
Il governo italiano “non è stato in grado di gestire la crisi con provvedimenti tempestivi e adeguati”. Così Epifani ha espresso il giudizio della Confederazione nei confronti dell'esecutivo, confermando che alla Cgil non piace nessuna delle ultime misure. Il primo riferimento è alla riforma della pubblica amministrazione: “Non può essere il risultato di decreti dall'alto, di atti di imperio, come tende a fare in modo maldestro il ministro Brunetta – spiega – serve una nuova impostazione strategica, che metta l'amministrazione davvero al servizio della comunità, in un rapporto di integrazione e collaborazione”.

Il pacchetto sicurezza, che introduce il reato di immigrazione clandestina, “rappresenta una pesante incrinatura del profilo della nostra democrazia e della nostra civiltà giuridica”. Non ci saranno effetti positivi sui problemi reali, secondo il segretario, ma questa misura avrà “un impatto devastante sul funzionamento dei nostri apparati di sicurezza, sulle forze dell'ordine, sul sistema giudiziario e carcerario”. Un esempio di “razzismo istituzionale”, dunque, perché introduce “diritto differenziato per i cittadini stranieri, di dubbia legittimità costituzionale, che limita fortemente l'esercizio di importanti diritti fondamentali delle persone”.

Epifani si sofferma poi sul Libro Bianco del ministro Sacconi. “Apre la strada a un'idea chiusa del territorio – dice -, a una nozione non solidale del federalismo fiscale, a un'idea riduttiva del welfare, nella sanità, nella formazione, nell'assistenza alle persone in condizione di bisogno”. E' un testo che altera l'equilibrio contenuto nella Costituzione, in particolare nel secondo articolo, che riconosce sia la sfera inviolabile dei diritti della persona sia i diritti che derivano da relazioni e forme comunitarie: “Il Libro Bianco rovescia quel rapporto in un'accezione dove non conta più l'individuo o il cittadino, pur dentro un determinato ambito di lavoro, territorio o comunità familiare, ma la natura e la definizione del contesto di relazione in cui l'individuo vive”. Ne consegue un'idea “altra” di Stato: la sua funzione, infatti, diventa “di arbitro e di regolatore in tema di diritti, con la riduzione di spazi e qualità dei servizi pubblici fondamentali”. La Cgil chiede di regolare subito gli immigrati che lavorano regolarmente attraverso accordi con i paesi di origine, garantire formazione e informazione, percorsi di integrazione e accesso al welfare.

Sindacati: sbagliato l'accordo separato, ora azione unitaria
“Aver realizzato l'accordo separato del 22 gennaio 2009 è stato un grave errore”. Il segretario ribadisce il no alla riforma contrattuale. La platea lo accoglie con un lungo applauso. Dopo quell'intesa, spiega, “la scelta del governo di dividere il sindacato ha reso esplicito un disegno teso non solo a dividere, ma anche a isolare la Cgil”. Nello specifico, l'accordo “significa non avere regole contrattuali uguali per tutti, trasferire regole e difficoltà ai tavoli di categoria, ridurre per spazi e obiettivi della contrattazione collettiva”. Non cresce il potere d'acquisto, non si offre una prospettiva per chiedere all'esecutivo una diversa politica fiscale e retributiva. Adesso, però, su alcuni nodi si può riprendere l'azione sindacale unitaria. “Abbiamo il dovere di affrontare con Cisl e Uil un obiettivo fondamentale – sostiene Epifani -: stabilire regole condivise sui criteri di misurazione della rappresentatività, sulle forme della rappresentanza, sui criteri di democrazia e validazione degli accordi”. Se si realizzassero accordi separati in tutte le categorie, questo lascerebbe “un segno di lacerazione pesante, difficile da ricomporre, oltre che problemi per le imprese, che chi le rappresenta spesso sottovaluta”. Nel merito, il leader della Cgil ricorda di aver letto da parte delle altre organizzazioni sindacali un'importante apertura su due punti: i criteri di misurazione reale sulla base di voti e iscritti e il ricorso alle consultazioni dei lavoratori nelle intese aziendali. La Cgil, insomma, è pronta “ad aprire un confronto vero e serio con Cisl e Uil: diamoci tempo fino alla fine di settembre per verificare fino in fondo questa possibilità, e proviamoci davvero anche per non essere additati come quelli che misurano sempre gli altri e non pensano anzitutto di misurare se stessi”.



Vuoi riprodurre questo articolo? Leggi qui le condizioni.


TAGS cgil assemblea

15/07/2009 19:35

(ricerca avanzata)

Cerca su Rassegna.it con Google

  • bookmarks

  • segnala




Antispam: inserisci il risulato della somma.


  • dalla home page

  • correlati

  • tags

Epifani: “E ora la svolta”

Parla il segretario generale della Cgil alla vigilia dell’assemblea di programma di Chianciano Terme.“Serve un cambio di passo, restano i timori per l'autunno”. Per uscire dalla crisi “serve un intervento pubblico mirato”

Alcune immagini

Download