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Nortel France, operai mettono bombe in fabbrica

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Come per la New Fabris: bombole a gas nello stabilimento in procedura fallimentare. “Se per noi finisce, finirà per tutti”. Fiom Roma Sud: anche in Italia siamo pronti alla mobilitazione

Sta facendo scuola la protesta degli operai francesi della New Fabris, che da alcuni giorni minacciano di far saltare in aria la loro fabbrica in dismissione se non riceveranno adeguate indennità di licenziamento. Un gruppo di dipendenti in sciopero di Nortel France, azienda della regione parigina in fallimento, minaccia a sua volta di far saltare lo stabilimento con una decina di bombole di gas che sono state già piazzate nei locali, secondo quanto verificato da giornalisti sul posto. “La gente - ha detto uno dei quattro rappresentanti dei lavoratori di Nortel - non ha più niente da perdere, andranno fino in fondo”. L'azienda, filiale francese del produttore di componenti per la comunicazione canadese Nortel, ha avviato la procedura di fallimento il 28 maggio: “Se gli amministratori non si assumono le loro responsabilità il sito rischia di saltare”, ha avvertito il rappresentante dei lavoratori, dietro anonimato. Il consiglio d'amministrazione deve dare il 20 luglio il proprio parere su un piano di tagli e il motto dei lavoratori di Nortel è: “Se per noi finisce il 20, finirà per tutti”.

Il rappresentante dei lavoratori afferma che la richiesta è di 100.000 euro per ogni licenziato. Il metodo è analogo a quello dei dipendenti della New Fabris di Chatellerault, nel centro della Francia, che hanno minacciato di far saltare la fabbrica il 31 luglio se non otterranno indennità di licenziamento di 30.000 euro.

Nortel: Fiom Roma, anche in Italia pronti a mobilitazione
"Come succede oggi stesso in Francia, dove i dipendenti disperati della filiale del gigante nord-americano delle telecomunicazioni Nortel, minacciano di far esplodere la fabbrica se verrà confermato il licenziamento di 480 persone, anche in Italia la situazione rischia di degenerare", lo scrive in un comunicato la Fiom Cgil di Roma Sud. Nella nota sindacale si legge che il gruppo Nortel, multinazionale canadese delle tecnologie per le reti di comunicazione voce dati fisse e mobili, tra i primi e più avanzati produttori al mondo nel settore, ha iniziato "un'operazione di decimazione dell’azienda come anticamera ad uno spezzatino in un’ottica di vendita degli asset e di massimizzazione del prezzo, calpestando le opportunità di mercato, i clienti, le competenze e la dignità delle persone, scaricate come merce".

"Tra le possibili opzioni sul tavolo - scrive ancora la Fiom - e in presenza di un conto economico di gran lunga positivo della controllata italiana del gruppo Nortel, si avvia frettolosamente la procedura di licenziamento collettivo per ingegneri, progettisti e tecnici specializzati (si parla complessivamente di 50 lavoratrici e lavoratori) che hanno sviluppato e assistono alcune delle reti di comunicazione più tecnologicamente avanzate e critiche del settore privato e pubblico come quelle del Ministero delle Finanze (Sogei), degli Esteri (compresa l’unità di crisi della Farnesina), dell’Interno, della Pubblica Istruzione, della Banca d’Italia e dell’Istat".

“Ci troviamo di fronte ad una scelta da parte di Ernst & Young, società che amministra Nortel, a dir poco sprovveduta,” dichiara Roberta Turi della Fiom Cgil di Roma, “Nel momento in cui in Italia il Governo decide un piano di investimenti per il salto di qualità delle infrastrutture di comunicazione, gli amministratori di Nortel, invece di farsi promotori di progetti per l’innovazione del sistema di telecomunicazioni, decapitano un team di eccellenza tra i più attivi nel mercato degli operatori TLC e in quello della Pubblica Amministrazione in particolare.” “Domani ci sarà il primo incontro per la procedura di licenziamento collettivo alla presenza delle organizzazioni sindacali” – prosegue la Turi – “se non ci dovesse essere un cambiamento di rotta da parte di Nortel, anche le lavoratrici e i lavoratori italiani passeranno alle iniziative di mobilitazione”.

Tornando alla vicenda New Fabris, i dipendenti dell'azienda avranno il diritto di accedere al contratto di transizione professionale (Ctp), un dispositivo per il trattamento della disoccupazione, riservato solo ad alcune imprese, che prevede la riqualificazione o la riconversione dei lavoratori. Lo ha annunciato il ministro francese dell'Industria, Christian Estrosi. Il 16 luglio circa 180 dipendenti su 366 dovrebbero recarsi nella sede della Renault per chiedere alla casa automobilistica un "gesto". É quanto si apprende da fonti sindacali citate dall’agenzia Apcom. La Renault è uno dei principali clienti dell'impresa, posta sotto liquidazione giudiziaria dal 16 giugno, insieme a Psa Peugeot Citroen.


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TAGS new fabris nortel francia

15/07/2009 19:21

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