Rubriche

Blog

Il PuntoRassegnadosFuori classeRoba da mattiSull'asfaltoCinePressaRendiamoci ContoRadio cracNote a margineChe senso che faUomini e CittàA tutta rete

Multimedia

Speciali



Migranti

L’Onu accusa l’Italia: “Maltrattati 82 rifugiati respinti”

   Print  

L’Alto Commissariato per i rifugiati denuncia la marina militare per il respingimento di migranti in maggioranza eritrei. “Sei di loro hanno avuto necessità di cure mediche”. Il Canale di Sicilia è “una zona franca dove nessuna legge è rispettata”

ddl sicurezza, protesta al Senato (immagini di Attilio Cristini)
Il primo luglio scorso ottantadue persone sono state respinte in Libia dalla marina militare italiana. La maggior parte di loro era di nazionalità eritrea, a molti le Nazioni Unite avevano già riconosciuto lo status di rifugiati, c’erano almeno nove donne e tre bambini e nel corso del “respingimento” avrebbero subito maltrattamenti dai militari italiani, oltre a non ricevere le cure mediche richieste. È quanto denunciano l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e il Centro italiano per i Rifugiati (Cir), che hanno raccolto le testimonianze delle persone respinte.

In base a quanto riportato durante i colloqui - secondo quanto comunica l'Unhcr - non risulta che le autorità italiane a bordo della nave abbiano cercato di stabilire la nazionalità delle persone o i motivi della loro fuga dai paesi d’origine.

Unhc e Cir denunciano anche l'uso della forza da parte dei militari italiani. In base a testimonianze citate dai due organismi, sei eritrei avrebbero avuto necessità di cure mediche in seguito ai maltrattamenti. Inoltre, prosegue l'Unhcr, gli stessi individui affermano che i loro effetti personali, fra i quali documenti di vitale importanza, sarebbero stati confiscati dai militari italiani durante le operazioni e non più riconsegnati.

Uno dei rifugiati, dichiara il direttore del Cir Christopher Hein, “ha addirittura riportato ferite alla testa provocate da bastoni elettrici, documentate anche fotograficamente”.

Le persone ascoltate hanno riferito all’Unhcr – riferisce la stessa agenzia Onu - di aver trascorso quattro giorni in mare prima di essere intercettate e di non aver ricevuto cibo dai militari italiani durante l'operazione durata circa 12 ore.

L'Unhcr ha inviato una lettera al governo italiano chiedendo chiarimenti sulla vicenda e il rispetto della normativa internazionale.

“La politica di respingimento di rifugiati e richiedenti asilo verso la Libia deve subito cessare. Non è tollerabile che il Canale di Sicilia diventi una zona franca in cui nessuna legge è rispettata”, ha dichiarato Hein.

Sullo stesso tema:
» C'erano donne e bambini
» Video, Come un uomo sulla terra
» La legge, Da immigrati a criminali
» Scheda, Il principio di non respingimento



Vuoi riprodurre questo articolo? Leggi qui le condizioni.


TAGS migranti immigrazione unhcr immigrati respingimenti libia

14/07/2009 16:06

(ricerca avanzata)

Cerca su Rassegna.it con Google

  • bookmarks

  • segnala




Antispam: inserisci il risulato della somma.


  • dalla home page

  • correlati

  • tags

Ddl 733/bis, da immigrati a criminali

Diventa legge il testo che introduce il reato di immigrazione clandestina. Così lo commentano esponenti della magistratura e della società civile. L’effetto sarà quello di “trasformare un fenomeno sociale in un fenomeno criminale”

Alcune immagini

ddl sicurezza, protesta al Senato