
Internet: oggi primo sciopero blogger italiani contro ddl Alfano
Per la prima volta nella storia della rete italiana, oggi circa un migliaio di blog osservano una
giornata di silenzio. Al posto dei consueti post, i blog italiani pubblicano solo il banner di protesta contro il decreto Alfano e in particolare contro quella parte che "soffoca la libertà della
Rete con il pretesto dell'obbligo di rettifica". Allo sciopero on line si accompagna un incontro in piazza Navona a Roma alle 19, al termine della quale sarà simbolicamente imbavagliata la statua del Pasquino.
Fra le adesioni alla protesta, ci sono anche Marco Travaglio, Luca Sofri, Antonio Di Pietro, Sinistra e Liberta', Vincenzo Vita, Alessandro Robecchi, Ivan Scalfarotto, Pietro Folena, Giuseppe Civati, Mario Adinolfi, l'associazione Articolo 21. "Il cosiddetto "obbligo di rettifica" imposto al gestore di qualsiasi sito informatico (dai blog ai social network come Facebook e Twitter) previsto dal ddl Alfano sulle intercettazioni - affermano gli organizzatori (www.Dirittoallarete.Ning.Com) appare chiaramente come un pretesto, un alibi.
I suoi effetti in termini di burocratizzazione della Rete, di complessità digestione dell'obbligo, di sanzioni pesantissime per gli utenti - rendono il decreto una nuova legge ammazza-internet. I blogger sono già oggi del tutto responsabili, in termini penali, di eventuali reati di ingiuria, diffamazione o altro: non c'è alcun bisogno di introdurre sanzioni insostenibili per i "citizen journalist" se questi non aderiscono alla tortuosa e burocratica imposizione prevista nel Decreto Alfano".
giornata di silenzio. Al posto dei consueti post, i blog italiani pubblicano solo il banner di protesta contro il decreto Alfano e in particolare contro quella parte che "soffoca la libertà della
Rete con il pretesto dell'obbligo di rettifica". Allo sciopero on line si accompagna un incontro in piazza Navona a Roma alle 19, al termine della quale sarà simbolicamente imbavagliata la statua del Pasquino.
Fra le adesioni alla protesta, ci sono anche Marco Travaglio, Luca Sofri, Antonio Di Pietro, Sinistra e Liberta', Vincenzo Vita, Alessandro Robecchi, Ivan Scalfarotto, Pietro Folena, Giuseppe Civati, Mario Adinolfi, l'associazione Articolo 21. "Il cosiddetto "obbligo di rettifica" imposto al gestore di qualsiasi sito informatico (dai blog ai social network come Facebook e Twitter) previsto dal ddl Alfano sulle intercettazioni - affermano gli organizzatori (www.Dirittoallarete.Ning.Com) appare chiaramente come un pretesto, un alibi.
I suoi effetti in termini di burocratizzazione della Rete, di complessità digestione dell'obbligo, di sanzioni pesantissime per gli utenti - rendono il decreto una nuova legge ammazza-internet. I blogger sono già oggi del tutto responsabili, in termini penali, di eventuali reati di ingiuria, diffamazione o altro: non c'è alcun bisogno di introdurre sanzioni insostenibili per i "citizen journalist" se questi non aderiscono alla tortuosa e burocratica imposizione prevista nel Decreto Alfano".
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14/07/2009 11:34













